Domenica sono uscita a fare due salti, pioveva, c'era nebbia, tutto era scivolosissimo. Contrariamente al solito atteggiamento "guardia" che avevo, ripensando alla precisione, al controllo e al modo in cui avevo visto muoversi, e a quel che avevo imparato sabato da allievo del vento, sono andata molto tranquilla sulla superficie bagnata... in successione fra i vari ostacoli... in velocità non rallentata dalla paura di scivolare... insomma come mai avevo fatto in una situazione simile. Di colpo mentre mi spostavo ho avuto come un illuminazione, non tramutabile a parole, una consapevolezza dell'esserci, di essere totalmente in quello che stavo facendo, di non essere diversa dall'acqua che bagnava gli ostacoli, di esistere senza confine fra "dentro" e "fuori" e questo ha tolto ogni paura di scivolare, di cadere, di farsi male, all'istante. I giorni successivi sono uscita ancora, sempre con lo stesso atteggiamento, e ho provato ad affrontare il kong per passare il tavolo da picnic del parco in lungo, non ho corso molto veloce, ghiacchè per terra c'era una fangiglia terribile, e dopo lo stacco, nell'arrivo oltrepassato il tavolo, mi sono schiantata contro un albero, scivolando appunto sulla fanghiglia. Ho pensato che la cosa non andava, sono rimasta per terra, infangata a cercare di capire dove era l'errore, ed era semplicissimo, avevo dato per scontato di riuscire a muovermi sul bagnato, senza tenere conto che la cosa era vera solo per il cemento, il legno e l'asfalto, non per l'erba ne tantomeno il fango argilloso. Mi sono alzata e ho provato scalza, ma correndo contro il tavolo mi sono bloccata sul punto di stacco una decina di volte, senza nemmeno decidere di salirci sopra, quindi ho parlato al tavolo: "senti, lo so che non è colpa tua se ti trovi qui di fronte a me e intorno a te c'è questo fango di merda... e... PEDOFILO!!!" sono scattata verso il tavolo e l'ho oltrepassato... commettendo lo stesso errore di prima, solo che nell'attimo stesso in cui mi sono schiantata di nuovo contro l'albero mi sono fatta un male cane, sbucciandomi con la botta lo stinco sinistro, e di colpo mi sono ricordata che sabato, dopo essersi fracassato un polso, mentre io ero tutta preoccupata a farlo stare fermo, danilo si è lanciato in cat dicendo che parkour si faceva anche da feriti. Mi è tornata la mente al pedofilo... "SCAPPAAA!!!" ho fatto il roll sulla pozzanghera e sono schizzata dall'altro lato del parco, facendo una serie di running precision che non avevo mai osato fare, di colpo mi sono resa conto che non avevo mai fatto pakrour sul serio fino a quel momento. Arrivata "al sicuro" sopra un muro sono stata due ore ferma a osservare il parco, ed ad arroverllarmi sul perchè, avendo a disposizione lo spot per tracciare, avevo sempre detto di non averlo. Semplice: non mi sentivo in pericolo e i salti che dicevo "sono troppo grossi, pericolosi, che questo che quell'altro..." in quel momento erano diventati obbligo per salvarsi la vita dal pedofilo (che ovviamente era una ricostruzione della mente, non c'era nessun pedofilo).
mercoledì 6 gennaio 2010
Invisibile
Domenica sono uscita a fare due salti, pioveva, c'era nebbia, tutto era scivolosissimo. Contrariamente al solito atteggiamento "guardia" che avevo, ripensando alla precisione, al controllo e al modo in cui avevo visto muoversi, e a quel che avevo imparato sabato da allievo del vento, sono andata molto tranquilla sulla superficie bagnata... in successione fra i vari ostacoli... in velocità non rallentata dalla paura di scivolare... insomma come mai avevo fatto in una situazione simile. Di colpo mentre mi spostavo ho avuto come un illuminazione, non tramutabile a parole, una consapevolezza dell'esserci, di essere totalmente in quello che stavo facendo, di non essere diversa dall'acqua che bagnava gli ostacoli, di esistere senza confine fra "dentro" e "fuori" e questo ha tolto ogni paura di scivolare, di cadere, di farsi male, all'istante. I giorni successivi sono uscita ancora, sempre con lo stesso atteggiamento, e ho provato ad affrontare il kong per passare il tavolo da picnic del parco in lungo, non ho corso molto veloce, ghiacchè per terra c'era una fangiglia terribile, e dopo lo stacco, nell'arrivo oltrepassato il tavolo, mi sono schiantata contro un albero, scivolando appunto sulla fanghiglia. Ho pensato che la cosa non andava, sono rimasta per terra, infangata a cercare di capire dove era l'errore, ed era semplicissimo, avevo dato per scontato di riuscire a muovermi sul bagnato, senza tenere conto che la cosa era vera solo per il cemento, il legno e l'asfalto, non per l'erba ne tantomeno il fango argilloso. Mi sono alzata e ho provato scalza, ma correndo contro il tavolo mi sono bloccata sul punto di stacco una decina di volte, senza nemmeno decidere di salirci sopra, quindi ho parlato al tavolo: "senti, lo so che non è colpa tua se ti trovi qui di fronte a me e intorno a te c'è questo fango di merda... e... PEDOFILO!!!" sono scattata verso il tavolo e l'ho oltrepassato... commettendo lo stesso errore di prima, solo che nell'attimo stesso in cui mi sono schiantata di nuovo contro l'albero mi sono fatta un male cane, sbucciandomi con la botta lo stinco sinistro, e di colpo mi sono ricordata che sabato, dopo essersi fracassato un polso, mentre io ero tutta preoccupata a farlo stare fermo, danilo si è lanciato in cat dicendo che parkour si faceva anche da feriti. Mi è tornata la mente al pedofilo... "SCAPPAAA!!!" ho fatto il roll sulla pozzanghera e sono schizzata dall'altro lato del parco, facendo una serie di running precision che non avevo mai osato fare, di colpo mi sono resa conto che non avevo mai fatto pakrour sul serio fino a quel momento. Arrivata "al sicuro" sopra un muro sono stata due ore ferma a osservare il parco, ed ad arroverllarmi sul perchè, avendo a disposizione lo spot per tracciare, avevo sempre detto di non averlo. Semplice: non mi sentivo in pericolo e i salti che dicevo "sono troppo grossi, pericolosi, che questo che quell'altro..." in quel momento erano diventati obbligo per salvarsi la vita dal pedofilo (che ovviamente era una ricostruzione della mente, non c'era nessun pedofilo).
Pubblicato da
'Sowild'
alle
16:32
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