mercoledì 30 ottobre 2013

Imposizioni di Volontà: Compromessi e Cura

Da una settimana e mezza a questa parte ho portato avanti degli esperimenti sull'imposizione di volontà mentale quando il corpo dice no, e fisiche quando la mente dice basta.
Non è stata una cosa gradita all'inizio, ho dovuto perdere qualche ora di lezione, di allenamento e di sonno per recuperare le capacità che avevo nel 2012.
E' stata però una bella settimana, ricca di sfide. Ho versato qualche lacrima, e goduto tanto della bellezza del tramonto tra le montagne, quanto di quella della brina mattutina, che ricopre ogni cosa dandole un aspetto... fatato.

L'università è diventata più dura, ed io più esigente.

Parentesi - Non ho mai accettato di mettere da parte l'allenamento o le arti per passare le giornate solo ed esclusivamente a studiare. E' per questo che nel 2009 sviluppai dopo un'anno di esercitazioni nel Reiki, meditazione e studi sulle energie sottili, la capacità di perdere coscienza e ri-acquisirla dopo un tot di tempo in maniera netta. Una capacità di cui non ho fatto più uso dall'incidente al tendine. Ho mantenuto invece quella di apprendimento rapido (lettura e memorizzazione veloce per immagini) e ciò mi ha notevolmente parato il culo e aperto strade un bel pò di volte. -

Lo scopo delle pressanti esercitazioni di questa settimana è stato riappropriarmi di quell'insieme di capacità che mi permettevano un'efficiente gestione del tempo e dell'energia.

L'idea mi è venuta quando un'amico ha usato la sua energia su di me, ricordandomi cosa significava.

Cominciai praticando Reiki tutte le sere, forzatamente, prima di andare a dormire.
Inutile elencare la serie di rifiuti mentali e di reazioni fisiche violente che ciò ha portato.
Mi sono ammalata in un paio di giorni. Perchè come ogni praticante sa, lo scopo dell'auto trattamento è spurgare il corpo e prepararlo a poter di nuovo gestire le proprie energie in modo cosciente/consapevole, e non automatico come avviene nella maggior parte delle persone.
Quando si sceglie di gestire le proprie energie, queste non sono mai sprecate.
La vocina dentro la mia testa di nuovo era li a dirmi "lascia perdere, non sei capace, non fa per te. Se fossi nata per gestire le tue energie e indirizzarle ai tuoi desideri, non saresti di certo riddotta in questo stato... lascia perdere. Lascia perdere, non senti il dolore? non senti che ti stai addormentando, tanto sei stremata? Non senti che...?" Sempre li, in un'incessante mal di testa, di gola, di stomaco, in un buco di tristezza infinita, di solitudine, in una stanza buia (sapete che ne ho la fobia, no?) piena di piccoli allarmanti rumori, aggrappata stretta ad un solo filo: l'ho fatto una volta, posso rifarlo!
Combattendo sonno e dolore, con ben due perdite di coscienza involontarie mentre ero in facoltà, dopo tre giorni di insistente Reiki, meditazione e forzature la vocina è scomparsa.
L'ultima volta che l'ho sentita dire "fermati! non puoi farlo... non puoi... " è stato prima di addormentarmi.
BOOOM!
Il risveglio è arrivato netto. Pulito. E' stato come una bomba.
Mi sentivo carica, piena di energia e voglia di fare. Di netto tutto scomparso, nessun dolore, nessun dubbio, paura, o che. Nulla di nulla. E con la temperatura esterna di due gradi, il corpo che ribolliva di calore, tanto che non riuscendo a contenere tanta energia, son dovuta andare all'uni a maniche corte.
L'alternativa era perdere la mattinata di lezione e meditare fino a riprenderne il controllo, ma no.
Uscita dall'università sono andata agli allenamenti.
Per sperimentare la nuova condizione ho fatto riscaldamento, potenziamento, ed infine tecnica. Mani doloranti per i calli, si, energia che era calata notevolmente anche. Ma, ecco che il ma si fa sentire!
Decido che voglio fare quel boulder difficile, con le prese piccole e bastarde, a strapiombo.
Sono esausta. Le esercitazioni cominciano, quando l'allenamento finisce.
Mi concentro per richiamare l'energia, prendo la prima presa ed improvvisamente il corpo ricorda tutto, l'energia fluisce, e mi ritrovo inaspettatamente in cima.
Non mi rendo conto subito dell'accaduto, ma quando mollo il top e atterro sul materasso... esulto di gioia.
Provo altri boulder, e quando l'energia non c'è, la chiamo con un Kiai e la costringo a uscire fuori.
Arriva l'ora di prendere l'ultimo pullman disponibile.
Il corpo è totalmente rilassato, mi sento come fossi stata sotto le mani di un'esperta massaggiatrice per ore.
Bellissimo.
Torno a casa e mangio. Dopo cena, non avendo sonno, studio.
Poi, verso mezzanotte inoltrata il sonno arriva.
Mi metto sul letto e pratico meditazione fino al filo di perdere coscienza.
Conto fino a 10 al rovescio, e la riprendo immediatamente.
Decido di attuare tutti i miei rituali personali, come una bella doccia e una ciotola di tisana.
Mi rimetto al letto.
Attuo l'auto trattamento e stavolta mi "dò il permesso" di addormentarmi, e cosi succede.

Questo è stato il primo giorno di successo dopo le ore e ore di esercitazioni, auto trattamenti e ripassi del corso fatto anni fa.

Nei giorni successivi, con una procedura più soft ma sempre all'inizio forzata, ho ripreso la lettura velocizzata, la memorizzazione per immagini, l'analisi e la capacità di scomporre.

Da tre giorni a questa parte anche la capacità di addormentare coscientemente il corpo e restare sveglia con la mente, o di arrivare con la mente al filo dell'incoscienza e tornare indietro a comando, sempre con il 10, 9, 8... 7... 3,2,1.
In questo modo, sfrutto le pause di 15 minuti o i viaggi sul bus per "dormire", anche seduta o in piedi, così il resto del tempo posso impiegarlo a piena energia nello studio, nell'allenamento e nelle esercitazioni, che ora non sono più forzate ma "naturalizzate", un pò come il respirare.

Ho solo una piccola piccola forzatura, perchè la mia mente fa resistenza alla matematica, ed è quella di dire "No. Continua, guarda che bello... è cosi semplice, pensa come potresti usarla!" quando la mente inizia con "non sono portata, non ci capisco un tubo, e bll bla bla..."

Ma diciamo la verità, sono ormai arrivata a studiare con piacere, si, provo proprio piacere nello studiare la matematica, oserei dire che mi piace, e che finalmente riesco a capirla, ormai quella vocina, da un paio di giorni è quasi scomparsa. La parte dura è iniziare, è vincere la pigrizia e l'avversione e decidere di agire lo stesso. Poi la strada è veramente tutta in discesa, o quasi ;)

Ho chiamato questo post "Imposizioni di Volontà" perchè è quello che ho dovuto fare per tutto questo tempo per arrivare a questo risultato. Ne vado fiera e voglio ricordarlo. Condividerlo. Il messaggio è uno solo e basta:

Agisci

Non importa quanto sia frustrante, doloroso, estenuante. Per chi persevera arriva sempre un risultato, ed anche morire nel cercarlo è una vittoria. Non importa quali siano le tue risorse, ciò che la gente dice, le ferite che ti infliggono le persone che ami. La tua volontà fa la differenza. Credere in te quando nessuno crede in te, neanche te stesso, neanche la tua mente, il tuo corpo, la tua anima. Quando vorresti sputarti in faccia e ti odi, ed odi la vita, e vorresti farla finita, dire "No, continua!" a te stesso, fa la differenza. E' essere Vivi. E' una forma di Amare.

Ci saranno sempre alti e bassi, ma è per gli alti che i bassi li sopportiamo eh!

E l'altra parte del titolo del post? "Compromessi"? Bhe, i compromessi stanno nel dare una scala di priorità a ciò che si vuole fare. Una gerarchia, diciamo.
E' chiaro che amo arrampicare e viaggiare dai miei amici a roma, ma i soldi per fare ciò vengono dalla borsa, e la borsa viene dagli esami, e gli esami dallo studio. Quindi? Quindi si studia, si duramente, ma ci si allena anche, come una forma di rispetto e ringraziamento, ci si coccola anche, con la cioccolata, gli amici, un bel film o una pizza, perchè per avere energia è importante mantenere alto il buonumore!

E "Cura"? cosa vuol dire cura in questo ambradam di forzature, cose che non si vogliono fare, cose che si odiano e altro ancora? Cura è una forma di rispetto. Della parte "Alta" di noi verso quella che ancora deve "crescere" e svilupparsi. Avere cura di se significa avere cura dei propri bisogni. Prendere delle decisioni e applicarle su di se anche con la forza se necessario. Oggi ad esempio, per un piccolo stiramento muscolare, mi sono costretta a NON andare ad arrampicare, ma a stare a riposo. A dare il tempo al corpo di rimettersi in sesto per dare il massimo. La cura di se è una cosa che si impara con l'esperienza, provando e riprovando, sbagliando, a volte anche gravemente, e continuando a provare, cercare strade alternative quando servono e applicare i metodi che riteniamo "sicuri" perchè più volte confutati.

Il riposo è parte dell'allenamento - cosi dice il mio Mentore :)

E termino qua, chi vuol unirsi per un pomeriggio di slack e meditazione in riva al lago sa dove trovarmi :)

mercoledì 23 ottobre 2013

Lanciare è...? I sensi di colpa, il mondo "reale" e il calcolo combinatorio (?!)

Un mese. E' trascorso esattamente un mese, e molte cose sono cambiate.

Ricordo che il 23 settembre andai con mia madre a fare compere. Non dobbiamo spendere niente, perchè, come al solito, siamo squattrinate. Il poco che abbiamo è la mia borsa di studio, che è molto meno di quanto si possa pensare.
Successe che quella mattina, dopo aver passato gli esami medici e preso i miei bei certificati, vidi una maglietta in pizzo. Oh il pizzo! adoro il pizzo! Volevo vedermela addosso, cosi entrai nel negozietto, la presi e la provai. Mi piaceva molto, ma ovviamente, l'ho tolta e rimessa a posto, avviandomi verso l'uscita. Una reazione ormai naturale, tanto abituata a non prendere mai nulla. Mia madre mi ferma, e dopo una lunga discussione, vedendola cosi sicura e volendo io veramente avere quella maglietta, decido di prenderla.
Compro quindi la maglia. Dopo qualche istante di gioia perchè finalmente ho una maglia in pizzo che mi paice davvero, arrivano i sensi di colpa. Perchè l'ho comprata? perchè ho speso 15 euro per una maglia? perchè questo? perchè quell'altro? ma voglio sembrare bella in università o mi piace davvero? "aah vedi, sei una spendacciona, potresti mangiare tre giorni con il costo di quella maglia" arriva a pungermi la mia coscienza.
Inutile dire che mi sono abbattuta e sono rimasta profondamente abbattuta per giorni, insomma, la maglia alla fine, non me la sono goduta per niente.
E per la serie "le illuminazioni arrivano dalle situazioni più inaspettate" accompagno un'amica in edicola a l'aquila. Lei entra, si prende un costosissimo mattone di gossip con una borsetta inclusa in regalo. Io la guardo e dentro di me penso "Ma tu guarda questa, si lamenta che non ha soldi e poi va comprando queste stronzate..." alchè, in tutta la mia impossibilità a farmi i cazzi miei le chiedo se si è gia comprata l'abbonamento del pullman, che quello serve. La sua risposta, nonostante fosse stata quella di mia madre giorni addietro, arriva più chiara. "So che detesti queste cose, e che pensi che siano stupide" mi sorride "a me questa rivista con la borsetta piace moltissimo. Sapevo che sarebbe uscita così ho risparmiato tutto il mese sulle colazioni. Non ti sembra giusto che dopo tanto sacrificio possa avere qualcosa che mi piace? tutta per me? senza sentirmi dire che è una stupidaggine e che sono irresponsabile? perchè è questo che hai voluto dirmi..." Mi zittisco. Cazzo ha ragione. E glielo dico pure. Sorrido e mi prendo il manga di Naruto. Tornata a casa mi son sdraiata sul letto a leggerlo, senza sensi di colpa, senza sentirmi irresponsabile. Due giorni dopo ho viaggiato a roma, e ho portato la maglia di pizzo con me. Era veramente bello averla addosso, averla addosso e sentirla meritata.

Nei giorni dopo il mio ritorno da roma mi sentivo carica. Avevo trascorso il fine settimana con un mio compagno di corso e una nostra amica. Un fine settimana di pratica e divertimento.
Non avevo lezione quel pomeriggio, così mi recai al Centro Sportivo Universitario.
Sapevo che li facevano arrampicata, l'anno scorso non ci ero andata perchè mi sentivo in colpa a spendere per fare sport. Insomma io sono quella che "lo sport lo fa per cazzi suoi in strada, tenetevi le palestre"
Si, certo, altra maschera dettata dai sensi di colpa. Quanto ho desiderato andare in palestra anche io? Magari con una tuta non stracciata? Tantissimo. Ma per moltissimo tempo ho messo da parte i miei desideri per tenere su la maschera della "Brava ragazza" quella responsabile, gentile e altruista (?) che fa sempre la cosa giusta, che fa tutto per gli altri e bla bla bla blaaa. Ma per favore.
Sono passata in copisteria a fotocopiare la carta d'identità e la tessera sanitaria.
Quel pomeriggio sono andata a informarmi di nuovo sui costi, il primo mese è stato proprio una mazzata, perchè ho dovuto ritesserarmi alla FASI, iscrivermi al Cus, iscrivermi a El Cap e pure pagare il mese.
E STICAZZI! Me lo merito! =))
Così quel pomeriggio mi sono iscritta =) E ho subito, subiiiiitooooooooo cominciato ad arrampicare!
Il mio corpo, dopo più di un anno di ferma, dolori e cose varie, si lamentava. Ed ero così felice, che ho fatto un giro turistico delle pareti, dell'area potenziamento al piano di sopra, e dopo aver stabilito che prima di stabilire gli obiettivi mi serviva un "test" per verificare il punto di partenza, mi son appunto messa alla prova.
Con fatica sono stata sulle placche, gli strapiombi non li ho tenuti, neanche i tetti, e... bhe almeno le trazioni alla trave si, ma 3-4 invece delle vecchie 15. Dunque ho stabilito di arrivare progressivamente dalle placche agli strapiombi, infine ai tetti. E per il potenziamento ho scelto le sospensioni statiche, le trazioni, piegamenti, addominali, ecc.. tutto in sospensione o in simulazione a terra.
Le prime due settimane dunque, con le manine morbide e doloranti, ho solo fatto potenziamento, stretching e placca.
La settimana scorsa ho affrontato il mio primo strapiombo, e ieri sono tornata in statica su un tetto.
Pensavo di metterci mooolto di più. La verità, è che il corpo ricorda, e si ri-adatta in fretta se le cose sono fatte nel modo giusto.
Per chiudere un boulder che aveva due prese sotto il tetto, in uscita da esso, ho dovuto lanciare. Il mio primo lancio dopo non so neanche quanto tempo.
Nella palestra ci sono due formule: con l'istruttore che ti segue, e in libera.
Ho scelto in libera, e così, non avendo chi mi segua e tracci i boulder per me, le possibilità di creazione delle vie sono infinite.
E' bellissimo arrivare, vedere qualcosa e poterlo provare, con i tuoi tempi, con la tua calma, con la consapevolezza sentita dentro, forte e sicura, che l'azione del momento è quella giusta.
C'è dolore, e poi c'è gioia.
C'è paura, e poi c'è fiducia in se.
C'è volontà di fare, e poi c'è azione.
C'è genetica, biologia, chimica, laboratorio... ci sono ore e ore a lezione, ci sono ore e ore a studiare, e poi... poi un giorno la laurea.

Un tempo sono stata una Traceuse, aspiravo a diventare una brava Traceuse e già lo ero, senza saperlo.
Ora ho abbandonato il parkour, definitivamente, e questo diventerà un blog d'arrampicata.
Dire che ho abbandonato è sbagliato, ho trasformato è la vera essenza , perchè tutto si trasforma =)

Il mio cammino è sempre stato "un giorno diventerò un biologo!" (Biologo = persona che studia la vita) "un giorno diventerò una climber!" (Climber = persona che fa arrampicata) "Un giorno diventerò un canale reiki!" (Canale reiki: persona che pratica reiki).
In tutto questo tempo non mi sono mai accorta che SONO GIA' quello che idealmente aspiro a diventare! Sono già una biologa! sono già una climber! sono già un canale reiki!
Posso solo crescere! solo migliorare! solo incrementare le mie abilità, viverle e condividerle con gli altri!
E questo è bellissimo!!!