domenica 10 novembre 2013
Paura
"Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Permetterò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Soltanto io ci sarò."
... ink. Ink please.
Me la sono scritta addosso, per ricordarla domani. L'acqua con il tempo la cancellerà, ma per domani, domani sarà con me.
domenica 3 novembre 2013
Biscotti alla ricotta ripieni di cioccolata Novi (eheheh...)
Dolcetti adatti a uno spuntino post allenamento o intra se vogliamo ;) o anche semplicemente - ecchecavolo - da sgranocchiare cosi, perchè buonissimi!
Si ringrazia la nonnina del paese per la ricetta :)
Dunque, torniamo a postare dolci in questo blog di pippe mentali e tabelle d'allenamento.
I dolcetti di cui parliamo oggi sono conosciuti in zona come "Uccelletti"
Gli ingredienti sono:
400 g di farina
250 g di ricotta
2 uova
6 cucchiai di zucchero
mezzo bicchiere d'olio
1 bustina di lievito pane angeli
Cioccolata spalmabile Novi
Come si fanno? semplicissimo! Prima cosa si accende il forno, e lo si lascia a riscaldare a 200°c. Nel frattempo si sbattono le uova, si aggiunge lo zucchero, l'olio, la ricotta, e si sbatte ancora. Poi si aggiunge metà della farina, si sbatte, e si aggiunge l'altra metà assieme al lievito. A questo punto non si può più lavorare con la forchetta, quindi, si mettono le mani in pasta e si fa un bel "panetto".
Senza aspettare, si stende la pasta alla sottigliezza di circa 2 mm, si tagliano dei triangoli (equilateri di circa 7-10 cm di lato) e nella base del triangolo si mette un mezzo cucchiaino di cioccolata Novi *_*
NDA: se volete fare i porci, mettete anche una bella nocciola intera
Una volta che tutti i triangolini hanno la loro porzione di cioccolata, li arrotolate partendo dalla base un pò come se faceste dei cornetti *w*
Potete sbizzarrirvi con le forme ed i ripieni! Io a questo giro li ho fatti con cioccolata, marmellata di prugne selvatiche e mou al latte. E sono usciti deliziosi!
Una volta che sono pronti, abbassate il forno a 180°c e infornate per 20 minuti i biscotti. Devono dorarsi ben bene e le puntine diventare marroncine, senza bruciare! Dopo la cottura rimangono un pò morbidi, è a causa della ricotta, tranquilli ^ ^Lasciate raffreddare e... fateli fuori! *_*
Si ringrazia la nonnina del paese per la ricetta :)
Dunque, torniamo a postare dolci in questo blog di pippe mentali e tabelle d'allenamento.
Gli ingredienti sono:
400 g di farina
250 g di ricotta
2 uova
6 cucchiai di zucchero
mezzo bicchiere d'olio
1 bustina di lievito pane angeli
Cioccolata spalmabile Novi
Come si fanno? semplicissimo! Prima cosa si accende il forno, e lo si lascia a riscaldare a 200°c. Nel frattempo si sbattono le uova, si aggiunge lo zucchero, l'olio, la ricotta, e si sbatte ancora. Poi si aggiunge metà della farina, si sbatte, e si aggiunge l'altra metà assieme al lievito. A questo punto non si può più lavorare con la forchetta, quindi, si mettono le mani in pasta e si fa un bel "panetto".
Senza aspettare, si stende la pasta alla sottigliezza di circa 2 mm, si tagliano dei triangoli (equilateri di circa 7-10 cm di lato) e nella base del triangolo si mette un mezzo cucchiaino di cioccolata Novi *_*
NDA: se volete fare i porci, mettete anche una bella nocciola intera
Una volta che tutti i triangolini hanno la loro porzione di cioccolata, li arrotolate partendo dalla base un pò come se faceste dei cornetti *w*
Potete sbizzarrirvi con le forme ed i ripieni! Io a questo giro li ho fatti con cioccolata, marmellata di prugne selvatiche e mou al latte. E sono usciti deliziosi!
Una volta che sono pronti, abbassate il forno a 180°c e infornate per 20 minuti i biscotti. Devono dorarsi ben bene e le puntine diventare marroncine, senza bruciare! Dopo la cottura rimangono un pò morbidi, è a causa della ricotta, tranquilli ^ ^Lasciate raffreddare e... fateli fuori! *_*
mercoledì 30 ottobre 2013
Imposizioni di Volontà: Compromessi e Cura
Da una settimana e mezza a questa parte ho portato avanti degli esperimenti sull'imposizione di volontà mentale quando il corpo dice no, e fisiche quando la mente dice basta.
Non è stata una cosa gradita all'inizio, ho dovuto perdere qualche ora di lezione, di allenamento e di sonno per recuperare le capacità che avevo nel 2012.
E' stata però una bella settimana, ricca di sfide. Ho versato qualche lacrima, e goduto tanto della bellezza del tramonto tra le montagne, quanto di quella della brina mattutina, che ricopre ogni cosa dandole un aspetto... fatato.
L'università è diventata più dura, ed io più esigente.
Parentesi - Non ho mai accettato di mettere da parte l'allenamento o le arti per passare le giornate solo ed esclusivamente a studiare. E' per questo che nel 2009 sviluppai dopo un'anno di esercitazioni nel Reiki, meditazione e studi sulle energie sottili, la capacità di perdere coscienza e ri-acquisirla dopo un tot di tempo in maniera netta. Una capacità di cui non ho fatto più uso dall'incidente al tendine. Ho mantenuto invece quella di apprendimento rapido (lettura e memorizzazione veloce per immagini) e ciò mi ha notevolmente parato il culo e aperto strade un bel pò di volte. -
Lo scopo delle pressanti esercitazioni di questa settimana è stato riappropriarmi di quell'insieme di capacità che mi permettevano un'efficiente gestione del tempo e dell'energia.
L'idea mi è venuta quando un'amico ha usato la sua energia su di me, ricordandomi cosa significava.
Cominciai praticando Reiki tutte le sere, forzatamente, prima di andare a dormire.
Inutile elencare la serie di rifiuti mentali e di reazioni fisiche violente che ciò ha portato.
Mi sono ammalata in un paio di giorni. Perchè come ogni praticante sa, lo scopo dell'auto trattamento è spurgare il corpo e prepararlo a poter di nuovo gestire le proprie energie in modo cosciente/consapevole, e non automatico come avviene nella maggior parte delle persone.
Quando si sceglie di gestire le proprie energie, queste non sono mai sprecate.
La vocina dentro la mia testa di nuovo era li a dirmi "lascia perdere, non sei capace, non fa per te. Se fossi nata per gestire le tue energie e indirizzarle ai tuoi desideri, non saresti di certo riddotta in questo stato... lascia perdere. Lascia perdere, non senti il dolore? non senti che ti stai addormentando, tanto sei stremata? Non senti che...?" Sempre li, in un'incessante mal di testa, di gola, di stomaco, in un buco di tristezza infinita, di solitudine, in una stanza buia (sapete che ne ho la fobia, no?) piena di piccoli allarmanti rumori, aggrappata stretta ad un solo filo: l'ho fatto una volta, posso rifarlo!
Combattendo sonno e dolore, con ben due perdite di coscienza involontarie mentre ero in facoltà, dopo tre giorni di insistente Reiki, meditazione e forzature la vocina è scomparsa.
L'ultima volta che l'ho sentita dire "fermati! non puoi farlo... non puoi... " è stato prima di addormentarmi.
BOOOM!
Il risveglio è arrivato netto. Pulito. E' stato come una bomba.
Mi sentivo carica, piena di energia e voglia di fare. Di netto tutto scomparso, nessun dolore, nessun dubbio, paura, o che. Nulla di nulla. E con la temperatura esterna di due gradi, il corpo che ribolliva di calore, tanto che non riuscendo a contenere tanta energia, son dovuta andare all'uni a maniche corte.
L'alternativa era perdere la mattinata di lezione e meditare fino a riprenderne il controllo, ma no.
Uscita dall'università sono andata agli allenamenti.
Per sperimentare la nuova condizione ho fatto riscaldamento, potenziamento, ed infine tecnica. Mani doloranti per i calli, si, energia che era calata notevolmente anche. Ma, ecco che il ma si fa sentire!
Decido che voglio fare quel boulder difficile, con le prese piccole e bastarde, a strapiombo.
Sono esausta. Le esercitazioni cominciano, quando l'allenamento finisce.
Mi concentro per richiamare l'energia, prendo la prima presa ed improvvisamente il corpo ricorda tutto, l'energia fluisce, e mi ritrovo inaspettatamente in cima.
Non mi rendo conto subito dell'accaduto, ma quando mollo il top e atterro sul materasso... esulto di gioia.
Provo altri boulder, e quando l'energia non c'è, la chiamo con un Kiai e la costringo a uscire fuori.
Arriva l'ora di prendere l'ultimo pullman disponibile.
Il corpo è totalmente rilassato, mi sento come fossi stata sotto le mani di un'esperta massaggiatrice per ore.
Bellissimo.
Torno a casa e mangio. Dopo cena, non avendo sonno, studio.
Poi, verso mezzanotte inoltrata il sonno arriva.
Mi metto sul letto e pratico meditazione fino al filo di perdere coscienza.
Conto fino a 10 al rovescio, e la riprendo immediatamente.
Decido di attuare tutti i miei rituali personali, come una bella doccia e una ciotola di tisana.
Mi rimetto al letto.
Attuo l'auto trattamento e stavolta mi "dò il permesso" di addormentarmi, e cosi succede.
Questo è stato il primo giorno di successo dopo le ore e ore di esercitazioni, auto trattamenti e ripassi del corso fatto anni fa.
Nei giorni successivi, con una procedura più soft ma sempre all'inizio forzata, ho ripreso la lettura velocizzata, la memorizzazione per immagini, l'analisi e la capacità di scomporre.
Da tre giorni a questa parte anche la capacità di addormentare coscientemente il corpo e restare sveglia con la mente, o di arrivare con la mente al filo dell'incoscienza e tornare indietro a comando, sempre con il 10, 9, 8... 7... 3,2,1.
In questo modo, sfrutto le pause di 15 minuti o i viaggi sul bus per "dormire", anche seduta o in piedi, così il resto del tempo posso impiegarlo a piena energia nello studio, nell'allenamento e nelle esercitazioni, che ora non sono più forzate ma "naturalizzate", un pò come il respirare.
Ho solo una piccola piccola forzatura, perchè la mia mente fa resistenza alla matematica, ed è quella di dire "No. Continua, guarda che bello... è cosi semplice, pensa come potresti usarla!" quando la mente inizia con "non sono portata, non ci capisco un tubo, e bll bla bla..."
Ma diciamo la verità, sono ormai arrivata a studiare con piacere, si, provo proprio piacere nello studiare la matematica, oserei dire che mi piace, e che finalmente riesco a capirla, ormai quella vocina, da un paio di giorni è quasi scomparsa. La parte dura è iniziare, è vincere la pigrizia e l'avversione e decidere di agire lo stesso. Poi la strada è veramente tutta in discesa, o quasi ;)
Ho chiamato questo post "Imposizioni di Volontà" perchè è quello che ho dovuto fare per tutto questo tempo per arrivare a questo risultato. Ne vado fiera e voglio ricordarlo. Condividerlo. Il messaggio è uno solo e basta:
Agisci
Non importa quanto sia frustrante, doloroso, estenuante. Per chi persevera arriva sempre un risultato, ed anche morire nel cercarlo è una vittoria. Non importa quali siano le tue risorse, ciò che la gente dice, le ferite che ti infliggono le persone che ami. La tua volontà fa la differenza. Credere in te quando nessuno crede in te, neanche te stesso, neanche la tua mente, il tuo corpo, la tua anima. Quando vorresti sputarti in faccia e ti odi, ed odi la vita, e vorresti farla finita, dire "No, continua!" a te stesso, fa la differenza. E' essere Vivi. E' una forma di Amare.
Ci saranno sempre alti e bassi, ma è per gli alti che i bassi li sopportiamo eh!
E l'altra parte del titolo del post? "Compromessi"? Bhe, i compromessi stanno nel dare una scala di priorità a ciò che si vuole fare. Una gerarchia, diciamo.
E' chiaro che amo arrampicare e viaggiare dai miei amici a roma, ma i soldi per fare ciò vengono dalla borsa, e la borsa viene dagli esami, e gli esami dallo studio. Quindi? Quindi si studia, si duramente, ma ci si allena anche, come una forma di rispetto e ringraziamento, ci si coccola anche, con la cioccolata, gli amici, un bel film o una pizza, perchè per avere energia è importante mantenere alto il buonumore!
E "Cura"? cosa vuol dire cura in questo ambradam di forzature, cose che non si vogliono fare, cose che si odiano e altro ancora? Cura è una forma di rispetto. Della parte "Alta" di noi verso quella che ancora deve "crescere" e svilupparsi. Avere cura di se significa avere cura dei propri bisogni. Prendere delle decisioni e applicarle su di se anche con la forza se necessario. Oggi ad esempio, per un piccolo stiramento muscolare, mi sono costretta a NON andare ad arrampicare, ma a stare a riposo. A dare il tempo al corpo di rimettersi in sesto per dare il massimo. La cura di se è una cosa che si impara con l'esperienza, provando e riprovando, sbagliando, a volte anche gravemente, e continuando a provare, cercare strade alternative quando servono e applicare i metodi che riteniamo "sicuri" perchè più volte confutati.
Il riposo è parte dell'allenamento - cosi dice il mio Mentore :)
E termino qua, chi vuol unirsi per un pomeriggio di slack e meditazione in riva al lago sa dove trovarmi :)
Non è stata una cosa gradita all'inizio, ho dovuto perdere qualche ora di lezione, di allenamento e di sonno per recuperare le capacità che avevo nel 2012.
E' stata però una bella settimana, ricca di sfide. Ho versato qualche lacrima, e goduto tanto della bellezza del tramonto tra le montagne, quanto di quella della brina mattutina, che ricopre ogni cosa dandole un aspetto... fatato.
L'università è diventata più dura, ed io più esigente.
Parentesi - Non ho mai accettato di mettere da parte l'allenamento o le arti per passare le giornate solo ed esclusivamente a studiare. E' per questo che nel 2009 sviluppai dopo un'anno di esercitazioni nel Reiki, meditazione e studi sulle energie sottili, la capacità di perdere coscienza e ri-acquisirla dopo un tot di tempo in maniera netta. Una capacità di cui non ho fatto più uso dall'incidente al tendine. Ho mantenuto invece quella di apprendimento rapido (lettura e memorizzazione veloce per immagini) e ciò mi ha notevolmente parato il culo e aperto strade un bel pò di volte. -
Lo scopo delle pressanti esercitazioni di questa settimana è stato riappropriarmi di quell'insieme di capacità che mi permettevano un'efficiente gestione del tempo e dell'energia.
L'idea mi è venuta quando un'amico ha usato la sua energia su di me, ricordandomi cosa significava.
Cominciai praticando Reiki tutte le sere, forzatamente, prima di andare a dormire.
Inutile elencare la serie di rifiuti mentali e di reazioni fisiche violente che ciò ha portato.
Mi sono ammalata in un paio di giorni. Perchè come ogni praticante sa, lo scopo dell'auto trattamento è spurgare il corpo e prepararlo a poter di nuovo gestire le proprie energie in modo cosciente/consapevole, e non automatico come avviene nella maggior parte delle persone.
Quando si sceglie di gestire le proprie energie, queste non sono mai sprecate.
La vocina dentro la mia testa di nuovo era li a dirmi "lascia perdere, non sei capace, non fa per te. Se fossi nata per gestire le tue energie e indirizzarle ai tuoi desideri, non saresti di certo riddotta in questo stato... lascia perdere. Lascia perdere, non senti il dolore? non senti che ti stai addormentando, tanto sei stremata? Non senti che...?" Sempre li, in un'incessante mal di testa, di gola, di stomaco, in un buco di tristezza infinita, di solitudine, in una stanza buia (sapete che ne ho la fobia, no?) piena di piccoli allarmanti rumori, aggrappata stretta ad un solo filo: l'ho fatto una volta, posso rifarlo!
Combattendo sonno e dolore, con ben due perdite di coscienza involontarie mentre ero in facoltà, dopo tre giorni di insistente Reiki, meditazione e forzature la vocina è scomparsa.
L'ultima volta che l'ho sentita dire "fermati! non puoi farlo... non puoi... " è stato prima di addormentarmi.
BOOOM!
Il risveglio è arrivato netto. Pulito. E' stato come una bomba.
Mi sentivo carica, piena di energia e voglia di fare. Di netto tutto scomparso, nessun dolore, nessun dubbio, paura, o che. Nulla di nulla. E con la temperatura esterna di due gradi, il corpo che ribolliva di calore, tanto che non riuscendo a contenere tanta energia, son dovuta andare all'uni a maniche corte.
L'alternativa era perdere la mattinata di lezione e meditare fino a riprenderne il controllo, ma no.
Uscita dall'università sono andata agli allenamenti.
Per sperimentare la nuova condizione ho fatto riscaldamento, potenziamento, ed infine tecnica. Mani doloranti per i calli, si, energia che era calata notevolmente anche. Ma, ecco che il ma si fa sentire!
Decido che voglio fare quel boulder difficile, con le prese piccole e bastarde, a strapiombo.
Sono esausta. Le esercitazioni cominciano, quando l'allenamento finisce.
Mi concentro per richiamare l'energia, prendo la prima presa ed improvvisamente il corpo ricorda tutto, l'energia fluisce, e mi ritrovo inaspettatamente in cima.
Non mi rendo conto subito dell'accaduto, ma quando mollo il top e atterro sul materasso... esulto di gioia.
Provo altri boulder, e quando l'energia non c'è, la chiamo con un Kiai e la costringo a uscire fuori.
Arriva l'ora di prendere l'ultimo pullman disponibile.
Il corpo è totalmente rilassato, mi sento come fossi stata sotto le mani di un'esperta massaggiatrice per ore.
Bellissimo.
Torno a casa e mangio. Dopo cena, non avendo sonno, studio.
Poi, verso mezzanotte inoltrata il sonno arriva.
Mi metto sul letto e pratico meditazione fino al filo di perdere coscienza.
Conto fino a 10 al rovescio, e la riprendo immediatamente.
Decido di attuare tutti i miei rituali personali, come una bella doccia e una ciotola di tisana.
Mi rimetto al letto.
Attuo l'auto trattamento e stavolta mi "dò il permesso" di addormentarmi, e cosi succede.
Questo è stato il primo giorno di successo dopo le ore e ore di esercitazioni, auto trattamenti e ripassi del corso fatto anni fa.
Nei giorni successivi, con una procedura più soft ma sempre all'inizio forzata, ho ripreso la lettura velocizzata, la memorizzazione per immagini, l'analisi e la capacità di scomporre.
Da tre giorni a questa parte anche la capacità di addormentare coscientemente il corpo e restare sveglia con la mente, o di arrivare con la mente al filo dell'incoscienza e tornare indietro a comando, sempre con il 10, 9, 8... 7... 3,2,1.
In questo modo, sfrutto le pause di 15 minuti o i viaggi sul bus per "dormire", anche seduta o in piedi, così il resto del tempo posso impiegarlo a piena energia nello studio, nell'allenamento e nelle esercitazioni, che ora non sono più forzate ma "naturalizzate", un pò come il respirare.
Ho solo una piccola piccola forzatura, perchè la mia mente fa resistenza alla matematica, ed è quella di dire "No. Continua, guarda che bello... è cosi semplice, pensa come potresti usarla!" quando la mente inizia con "non sono portata, non ci capisco un tubo, e bll bla bla..."
Ma diciamo la verità, sono ormai arrivata a studiare con piacere, si, provo proprio piacere nello studiare la matematica, oserei dire che mi piace, e che finalmente riesco a capirla, ormai quella vocina, da un paio di giorni è quasi scomparsa. La parte dura è iniziare, è vincere la pigrizia e l'avversione e decidere di agire lo stesso. Poi la strada è veramente tutta in discesa, o quasi ;)
Ho chiamato questo post "Imposizioni di Volontà" perchè è quello che ho dovuto fare per tutto questo tempo per arrivare a questo risultato. Ne vado fiera e voglio ricordarlo. Condividerlo. Il messaggio è uno solo e basta:
Agisci
Non importa quanto sia frustrante, doloroso, estenuante. Per chi persevera arriva sempre un risultato, ed anche morire nel cercarlo è una vittoria. Non importa quali siano le tue risorse, ciò che la gente dice, le ferite che ti infliggono le persone che ami. La tua volontà fa la differenza. Credere in te quando nessuno crede in te, neanche te stesso, neanche la tua mente, il tuo corpo, la tua anima. Quando vorresti sputarti in faccia e ti odi, ed odi la vita, e vorresti farla finita, dire "No, continua!" a te stesso, fa la differenza. E' essere Vivi. E' una forma di Amare.
Ci saranno sempre alti e bassi, ma è per gli alti che i bassi li sopportiamo eh!
E l'altra parte del titolo del post? "Compromessi"? Bhe, i compromessi stanno nel dare una scala di priorità a ciò che si vuole fare. Una gerarchia, diciamo.
E' chiaro che amo arrampicare e viaggiare dai miei amici a roma, ma i soldi per fare ciò vengono dalla borsa, e la borsa viene dagli esami, e gli esami dallo studio. Quindi? Quindi si studia, si duramente, ma ci si allena anche, come una forma di rispetto e ringraziamento, ci si coccola anche, con la cioccolata, gli amici, un bel film o una pizza, perchè per avere energia è importante mantenere alto il buonumore!
E "Cura"? cosa vuol dire cura in questo ambradam di forzature, cose che non si vogliono fare, cose che si odiano e altro ancora? Cura è una forma di rispetto. Della parte "Alta" di noi verso quella che ancora deve "crescere" e svilupparsi. Avere cura di se significa avere cura dei propri bisogni. Prendere delle decisioni e applicarle su di se anche con la forza se necessario. Oggi ad esempio, per un piccolo stiramento muscolare, mi sono costretta a NON andare ad arrampicare, ma a stare a riposo. A dare il tempo al corpo di rimettersi in sesto per dare il massimo. La cura di se è una cosa che si impara con l'esperienza, provando e riprovando, sbagliando, a volte anche gravemente, e continuando a provare, cercare strade alternative quando servono e applicare i metodi che riteniamo "sicuri" perchè più volte confutati.
Il riposo è parte dell'allenamento - cosi dice il mio Mentore :)
E termino qua, chi vuol unirsi per un pomeriggio di slack e meditazione in riva al lago sa dove trovarmi :)
mercoledì 23 ottobre 2013
Lanciare è...? I sensi di colpa, il mondo "reale" e il calcolo combinatorio (?!)
Un mese. E' trascorso esattamente un mese, e molte cose sono cambiate.
Ricordo che il 23 settembre andai con mia madre a fare compere. Non dobbiamo spendere niente, perchè, come al solito, siamo squattrinate. Il poco che abbiamo è la mia borsa di studio, che è molto meno di quanto si possa pensare.
Successe che quella mattina, dopo aver passato gli esami medici e preso i miei bei certificati, vidi una maglietta in pizzo. Oh il pizzo! adoro il pizzo! Volevo vedermela addosso, cosi entrai nel negozietto, la presi e la provai. Mi piaceva molto, ma ovviamente, l'ho tolta e rimessa a posto, avviandomi verso l'uscita. Una reazione ormai naturale, tanto abituata a non prendere mai nulla. Mia madre mi ferma, e dopo una lunga discussione, vedendola cosi sicura e volendo io veramente avere quella maglietta, decido di prenderla.
Compro quindi la maglia. Dopo qualche istante di gioia perchè finalmente ho una maglia in pizzo che mi paice davvero, arrivano i sensi di colpa. Perchè l'ho comprata? perchè ho speso 15 euro per una maglia? perchè questo? perchè quell'altro? ma voglio sembrare bella in università o mi piace davvero? "aah vedi, sei una spendacciona, potresti mangiare tre giorni con il costo di quella maglia" arriva a pungermi la mia coscienza.
Inutile dire che mi sono abbattuta e sono rimasta profondamente abbattuta per giorni, insomma, la maglia alla fine, non me la sono goduta per niente.
E per la serie "le illuminazioni arrivano dalle situazioni più inaspettate" accompagno un'amica in edicola a l'aquila. Lei entra, si prende un costosissimo mattone di gossip con una borsetta inclusa in regalo. Io la guardo e dentro di me penso "Ma tu guarda questa, si lamenta che non ha soldi e poi va comprando queste stronzate..." alchè, in tutta la mia impossibilità a farmi i cazzi miei le chiedo se si è gia comprata l'abbonamento del pullman, che quello serve. La sua risposta, nonostante fosse stata quella di mia madre giorni addietro, arriva più chiara. "So che detesti queste cose, e che pensi che siano stupide" mi sorride "a me questa rivista con la borsetta piace moltissimo. Sapevo che sarebbe uscita così ho risparmiato tutto il mese sulle colazioni. Non ti sembra giusto che dopo tanto sacrificio possa avere qualcosa che mi piace? tutta per me? senza sentirmi dire che è una stupidaggine e che sono irresponsabile? perchè è questo che hai voluto dirmi..." Mi zittisco. Cazzo ha ragione. E glielo dico pure. Sorrido e mi prendo il manga di Naruto. Tornata a casa mi son sdraiata sul letto a leggerlo, senza sensi di colpa, senza sentirmi irresponsabile. Due giorni dopo ho viaggiato a roma, e ho portato la maglia di pizzo con me. Era veramente bello averla addosso, averla addosso e sentirla meritata.
Nei giorni dopo il mio ritorno da roma mi sentivo carica. Avevo trascorso il fine settimana con un mio compagno di corso e una nostra amica. Un fine settimana di pratica e divertimento.
Non avevo lezione quel pomeriggio, così mi recai al Centro Sportivo Universitario.
Sapevo che li facevano arrampicata, l'anno scorso non ci ero andata perchè mi sentivo in colpa a spendere per fare sport. Insomma io sono quella che "lo sport lo fa per cazzi suoi in strada, tenetevi le palestre"
Si, certo, altra maschera dettata dai sensi di colpa. Quanto ho desiderato andare in palestra anche io? Magari con una tuta non stracciata? Tantissimo. Ma per moltissimo tempo ho messo da parte i miei desideri per tenere su la maschera della "Brava ragazza" quella responsabile, gentile e altruista (?) che fa sempre la cosa giusta, che fa tutto per gli altri e bla bla bla blaaa. Ma per favore.
Sono passata in copisteria a fotocopiare la carta d'identità e la tessera sanitaria.
Quel pomeriggio sono andata a informarmi di nuovo sui costi, il primo mese è stato proprio una mazzata, perchè ho dovuto ritesserarmi alla FASI, iscrivermi al Cus, iscrivermi a El Cap e pure pagare il mese.
E STICAZZI! Me lo merito! =))
Così quel pomeriggio mi sono iscritta =) E ho subito, subiiiiitooooooooo cominciato ad arrampicare!
Il mio corpo, dopo più di un anno di ferma, dolori e cose varie, si lamentava. Ed ero così felice, che ho fatto un giro turistico delle pareti, dell'area potenziamento al piano di sopra, e dopo aver stabilito che prima di stabilire gli obiettivi mi serviva un "test" per verificare il punto di partenza, mi son appunto messa alla prova.
Con fatica sono stata sulle placche, gli strapiombi non li ho tenuti, neanche i tetti, e... bhe almeno le trazioni alla trave si, ma 3-4 invece delle vecchie 15. Dunque ho stabilito di arrivare progressivamente dalle placche agli strapiombi, infine ai tetti. E per il potenziamento ho scelto le sospensioni statiche, le trazioni, piegamenti, addominali, ecc.. tutto in sospensione o in simulazione a terra.
Le prime due settimane dunque, con le manine morbide e doloranti, ho solo fatto potenziamento, stretching e placca.
La settimana scorsa ho affrontato il mio primo strapiombo, e ieri sono tornata in statica su un tetto.
Pensavo di metterci mooolto di più. La verità, è che il corpo ricorda, e si ri-adatta in fretta se le cose sono fatte nel modo giusto.
Per chiudere un boulder che aveva due prese sotto il tetto, in uscita da esso, ho dovuto lanciare. Il mio primo lancio dopo non so neanche quanto tempo.
Nella palestra ci sono due formule: con l'istruttore che ti segue, e in libera.
Ho scelto in libera, e così, non avendo chi mi segua e tracci i boulder per me, le possibilità di creazione delle vie sono infinite.
E' bellissimo arrivare, vedere qualcosa e poterlo provare, con i tuoi tempi, con la tua calma, con la consapevolezza sentita dentro, forte e sicura, che l'azione del momento è quella giusta.
C'è dolore, e poi c'è gioia.
C'è paura, e poi c'è fiducia in se.
C'è volontà di fare, e poi c'è azione.
C'è genetica, biologia, chimica, laboratorio... ci sono ore e ore a lezione, ci sono ore e ore a studiare, e poi... poi un giorno la laurea.
Un tempo sono stata una Traceuse, aspiravo a diventare una brava Traceuse e già lo ero, senza saperlo.
Ora ho abbandonato il parkour, definitivamente, e questo diventerà un blog d'arrampicata.
Dire che ho abbandonato è sbagliato, ho trasformato è la vera essenza , perchè tutto si trasforma =)
Il mio cammino è sempre stato "un giorno diventerò un biologo!" (Biologo = persona che studia la vita) "un giorno diventerò una climber!" (Climber = persona che fa arrampicata) "Un giorno diventerò un canale reiki!" (Canale reiki: persona che pratica reiki).
In tutto questo tempo non mi sono mai accorta che SONO GIA' quello che idealmente aspiro a diventare! Sono già una biologa! sono già una climber! sono già un canale reiki!
Posso solo crescere! solo migliorare! solo incrementare le mie abilità, viverle e condividerle con gli altri!
E questo è bellissimo!!!
Ricordo che il 23 settembre andai con mia madre a fare compere. Non dobbiamo spendere niente, perchè, come al solito, siamo squattrinate. Il poco che abbiamo è la mia borsa di studio, che è molto meno di quanto si possa pensare.
Successe che quella mattina, dopo aver passato gli esami medici e preso i miei bei certificati, vidi una maglietta in pizzo. Oh il pizzo! adoro il pizzo! Volevo vedermela addosso, cosi entrai nel negozietto, la presi e la provai. Mi piaceva molto, ma ovviamente, l'ho tolta e rimessa a posto, avviandomi verso l'uscita. Una reazione ormai naturale, tanto abituata a non prendere mai nulla. Mia madre mi ferma, e dopo una lunga discussione, vedendola cosi sicura e volendo io veramente avere quella maglietta, decido di prenderla.
Compro quindi la maglia. Dopo qualche istante di gioia perchè finalmente ho una maglia in pizzo che mi paice davvero, arrivano i sensi di colpa. Perchè l'ho comprata? perchè ho speso 15 euro per una maglia? perchè questo? perchè quell'altro? ma voglio sembrare bella in università o mi piace davvero? "aah vedi, sei una spendacciona, potresti mangiare tre giorni con il costo di quella maglia" arriva a pungermi la mia coscienza.
Inutile dire che mi sono abbattuta e sono rimasta profondamente abbattuta per giorni, insomma, la maglia alla fine, non me la sono goduta per niente.
E per la serie "le illuminazioni arrivano dalle situazioni più inaspettate" accompagno un'amica in edicola a l'aquila. Lei entra, si prende un costosissimo mattone di gossip con una borsetta inclusa in regalo. Io la guardo e dentro di me penso "Ma tu guarda questa, si lamenta che non ha soldi e poi va comprando queste stronzate..." alchè, in tutta la mia impossibilità a farmi i cazzi miei le chiedo se si è gia comprata l'abbonamento del pullman, che quello serve. La sua risposta, nonostante fosse stata quella di mia madre giorni addietro, arriva più chiara. "So che detesti queste cose, e che pensi che siano stupide" mi sorride "a me questa rivista con la borsetta piace moltissimo. Sapevo che sarebbe uscita così ho risparmiato tutto il mese sulle colazioni. Non ti sembra giusto che dopo tanto sacrificio possa avere qualcosa che mi piace? tutta per me? senza sentirmi dire che è una stupidaggine e che sono irresponsabile? perchè è questo che hai voluto dirmi..." Mi zittisco. Cazzo ha ragione. E glielo dico pure. Sorrido e mi prendo il manga di Naruto. Tornata a casa mi son sdraiata sul letto a leggerlo, senza sensi di colpa, senza sentirmi irresponsabile. Due giorni dopo ho viaggiato a roma, e ho portato la maglia di pizzo con me. Era veramente bello averla addosso, averla addosso e sentirla meritata.
Nei giorni dopo il mio ritorno da roma mi sentivo carica. Avevo trascorso il fine settimana con un mio compagno di corso e una nostra amica. Un fine settimana di pratica e divertimento.
Non avevo lezione quel pomeriggio, così mi recai al Centro Sportivo Universitario.
Sapevo che li facevano arrampicata, l'anno scorso non ci ero andata perchè mi sentivo in colpa a spendere per fare sport. Insomma io sono quella che "lo sport lo fa per cazzi suoi in strada, tenetevi le palestre"
Si, certo, altra maschera dettata dai sensi di colpa. Quanto ho desiderato andare in palestra anche io? Magari con una tuta non stracciata? Tantissimo. Ma per moltissimo tempo ho messo da parte i miei desideri per tenere su la maschera della "Brava ragazza" quella responsabile, gentile e altruista (?) che fa sempre la cosa giusta, che fa tutto per gli altri e bla bla bla blaaa. Ma per favore.
Sono passata in copisteria a fotocopiare la carta d'identità e la tessera sanitaria.
Quel pomeriggio sono andata a informarmi di nuovo sui costi, il primo mese è stato proprio una mazzata, perchè ho dovuto ritesserarmi alla FASI, iscrivermi al Cus, iscrivermi a El Cap e pure pagare il mese.
E STICAZZI! Me lo merito! =))
Così quel pomeriggio mi sono iscritta =) E ho subito, subiiiiitooooooooo cominciato ad arrampicare!
Il mio corpo, dopo più di un anno di ferma, dolori e cose varie, si lamentava. Ed ero così felice, che ho fatto un giro turistico delle pareti, dell'area potenziamento al piano di sopra, e dopo aver stabilito che prima di stabilire gli obiettivi mi serviva un "test" per verificare il punto di partenza, mi son appunto messa alla prova.
Con fatica sono stata sulle placche, gli strapiombi non li ho tenuti, neanche i tetti, e... bhe almeno le trazioni alla trave si, ma 3-4 invece delle vecchie 15. Dunque ho stabilito di arrivare progressivamente dalle placche agli strapiombi, infine ai tetti. E per il potenziamento ho scelto le sospensioni statiche, le trazioni, piegamenti, addominali, ecc.. tutto in sospensione o in simulazione a terra.
Le prime due settimane dunque, con le manine morbide e doloranti, ho solo fatto potenziamento, stretching e placca.
La settimana scorsa ho affrontato il mio primo strapiombo, e ieri sono tornata in statica su un tetto.
Pensavo di metterci mooolto di più. La verità, è che il corpo ricorda, e si ri-adatta in fretta se le cose sono fatte nel modo giusto.
Per chiudere un boulder che aveva due prese sotto il tetto, in uscita da esso, ho dovuto lanciare. Il mio primo lancio dopo non so neanche quanto tempo.
Nella palestra ci sono due formule: con l'istruttore che ti segue, e in libera.
Ho scelto in libera, e così, non avendo chi mi segua e tracci i boulder per me, le possibilità di creazione delle vie sono infinite.
E' bellissimo arrivare, vedere qualcosa e poterlo provare, con i tuoi tempi, con la tua calma, con la consapevolezza sentita dentro, forte e sicura, che l'azione del momento è quella giusta.
C'è dolore, e poi c'è gioia.
C'è paura, e poi c'è fiducia in se.
C'è volontà di fare, e poi c'è azione.
C'è genetica, biologia, chimica, laboratorio... ci sono ore e ore a lezione, ci sono ore e ore a studiare, e poi... poi un giorno la laurea.
Un tempo sono stata una Traceuse, aspiravo a diventare una brava Traceuse e già lo ero, senza saperlo.
Ora ho abbandonato il parkour, definitivamente, e questo diventerà un blog d'arrampicata.
Dire che ho abbandonato è sbagliato, ho trasformato è la vera essenza , perchè tutto si trasforma =)
Il mio cammino è sempre stato "un giorno diventerò un biologo!" (Biologo = persona che studia la vita) "un giorno diventerò una climber!" (Climber = persona che fa arrampicata) "Un giorno diventerò un canale reiki!" (Canale reiki: persona che pratica reiki).
In tutto questo tempo non mi sono mai accorta che SONO GIA' quello che idealmente aspiro a diventare! Sono già una biologa! sono già una climber! sono già un canale reiki!
Posso solo crescere! solo migliorare! solo incrementare le mie abilità, viverle e condividerle con gli altri!
E questo è bellissimo!!!
mercoledì 14 agosto 2013
La mia stella polare... nell'eterna notte.
Tutto cominciò poco dopo il mio arrivo qui. Quando ero ancora scossa e non sapevo cosa fare della mia vita camminavo guardandomi sempre i piedi. Guardando il pavimento. La terra.
Non sapevo comunicare, ne con i miei simili ne con il mondo intorno a me. Provavo odio. Tanto odio. E rabbia. Così tanta, cresceva, alimentata dalla tristezza e dalla solitudine. Guardavo il cielo di notte, e ascoltavo musica. Non sapevo far altro che leggere.
Leggevo. Tutto il giorno. "Mattoni" da 600, 800, 1000 o più pagine sparivano uno dopo l'altro come le merendine. Non avevo altro mondo che i libri.
Una notte, nel buio cielo che tanto amavo comparve una stella.
Profumava di avventure, saggezza e umiltà.
Mi sentivo molto Fletcher Lynd in sua compagnia.
"Perdi tempo, Jon, con me! Ho i riflessi troppo lenti. Sono troppo scemo. Provo e riprovo, ma non ci riesco mai."
Desideravo volare, non perchè conoscessi il cielo - non ci ero mai stata - ma perchè cercavo uno scopo alla mia esistenza, volevo conoscere il mondo, avvicinarmi agli altri e vivere, vivere un emozione diversa dall'infelicità.
"Gabbiano Fletcher Lynd, ora rispondi, tu desideri volare?”
“SI, DESIDERO VOLARE!”
“Gabbiano Fletcher Lynd sei disposto ad amare tanto il volo da perdonare i torti che hai subito, e un giorno tornar là presso lo stormo, e adoprarti perché gli altri imparino?”
Non sarebbe valso a niente mentire a quell’essere arcano e stupendo, per ferito che uno fosse nel suo orgoglio.
“Sono disposto, si” rispose Fletcher Lynd a voce bassa.
“Allora Fletch,” gli disse quella splendida creatura, “cominceremo con il volo orizzontale…”
So che la tua vita non è finita, e mi aspetti ad un livello più alto.
Mi adopererò perchè gli altri imparino.
In qualsiasi campo. In qualsiasi dove.
Buon Volo
Grazie
Non sapevo comunicare, ne con i miei simili ne con il mondo intorno a me. Provavo odio. Tanto odio. E rabbia. Così tanta, cresceva, alimentata dalla tristezza e dalla solitudine. Guardavo il cielo di notte, e ascoltavo musica. Non sapevo far altro che leggere.
Leggevo. Tutto il giorno. "Mattoni" da 600, 800, 1000 o più pagine sparivano uno dopo l'altro come le merendine. Non avevo altro mondo che i libri.
Una notte, nel buio cielo che tanto amavo comparve una stella.
Profumava di avventure, saggezza e umiltà.
Mi sentivo molto Fletcher Lynd in sua compagnia.
"Perdi tempo, Jon, con me! Ho i riflessi troppo lenti. Sono troppo scemo. Provo e riprovo, ma non ci riesco mai."
Desideravo volare, non perchè conoscessi il cielo - non ci ero mai stata - ma perchè cercavo uno scopo alla mia esistenza, volevo conoscere il mondo, avvicinarmi agli altri e vivere, vivere un emozione diversa dall'infelicità.
"Gabbiano Fletcher Lynd, ora rispondi, tu desideri volare?”
“SI, DESIDERO VOLARE!”
“Gabbiano Fletcher Lynd sei disposto ad amare tanto il volo da perdonare i torti che hai subito, e un giorno tornar là presso lo stormo, e adoprarti perché gli altri imparino?”
Non sarebbe valso a niente mentire a quell’essere arcano e stupendo, per ferito che uno fosse nel suo orgoglio.
“Sono disposto, si” rispose Fletcher Lynd a voce bassa.
“Allora Fletch,” gli disse quella splendida creatura, “cominceremo con il volo orizzontale…”
So che la tua vita non è finita, e mi aspetti ad un livello più alto.
Mi adopererò perchè gli altri imparino.
In qualsiasi campo. In qualsiasi dove.
Buon Volo
Grazie
giovedì 18 luglio 2013
Qualcosa
In un mondo in cui nulla ci appartiene, in un futuro in cui neanche noi stessi apparteniamo a noi stessi, io voglio qualcosa di mio. Ho deciso di fare un tatuaggio, in barba a tutto e a tutti. T è il più grande significato che son riuscita a realizzare:
Traceuse, Trace, Trust, True, Tyr.
E' la runa che indica Il guerriero spirituale, il coraggio. Rappresenta la forza, la resistenza e l'affidabilità. E' una runa protettiva utilizzata anticamente dagli antichi guerrieri affinché li proteggesse in battaglia, impersona anche lo spirito competitivo e il principio del lavoro duro e del superare qualcuno o qualcosa anche a costo di enormi sacrifici. Tyr è anche la runa della volontà. La forza che ci fa proseguire nonostante le difficoltà. E' molto più che il simbolo della mia squadra. E molto più di quanto possa spiegare o chiunque possa capire.
Non so quando accadrà, ma inizio a risparmiare :)
Traceuse, Trace, Trust, True, Tyr.
E' la runa che indica Il guerriero spirituale, il coraggio. Rappresenta la forza, la resistenza e l'affidabilità. E' una runa protettiva utilizzata anticamente dagli antichi guerrieri affinché li proteggesse in battaglia, impersona anche lo spirito competitivo e il principio del lavoro duro e del superare qualcuno o qualcosa anche a costo di enormi sacrifici. Tyr è anche la runa della volontà. La forza che ci fa proseguire nonostante le difficoltà. E' molto più che il simbolo della mia squadra. E molto più di quanto possa spiegare o chiunque possa capire.
Non so quando accadrà, ma inizio a risparmiare :)
domenica 23 giugno 2013
Redini in mano e... al galoppo!!!
Per fronteggiare tutti i problemi che l'estate porta con se, ho dovuto riorganizzare radicalmente alimentazione, orari di studio, di allenamento e di sonno. La pressione bassa è una rottura di palle, ma con qualche piccolo accorgimento sembra sia riuscita a debellare almeno in gran parte tutti i sintomi.
La prima cosa che ho cambiato è stata l'alimentazione: ho due pasti principali, uno (pranzo) a base di riso/cereali o pasta, e l'altro (cena) più leggero una porzione di proteine e ortaggi. A colazione thè verde o yoghurt alla fragola, frutta e un dolcetto. Durante la giornata spilucco tre/quattro volte frutta dello stesso tipo, e mi costringo a bere acqua, perchè raramente ho lo stimolo della sete (almeno che non sia in allenamento).
Gli orari di studio sono dall'alba fino a ora di pranzo, e da dopo la penichella pomeridiana delle ore insostenibili a circa le sei/sette.
Pranzo in caserma, all'uni o a casa a seconda del tempo atmosferico e degli impegni pomeridiani.
Alle sei/sette esco a correre una mezz'oretta, abituo progressivamente il tendine agli sforzi, se non corro allora eseguo quadrupedia (gli otto tipi per tot passi), poi potenziamento classico, ma molto leggero, ed infine strtching.
A seconda di quando finisco mangio o in caserma o a casa.
Dopo cena ho ripreso l'abitudine di ascoltare musica, leggere, scrivere o guardare documentari finchè mi viene NATURALMENTE sonno, non mi costringo più a dormire se non ne ho.
Dormo con le tapparelle alzate, senza sveglia, è il sole stesso a svegliarmi e i pettirossi sul balcone. Quando c'è la mia coinquilina invece... bhe, tapparelle abbassate e sveglia del cellulare, un vero schifo, ma è cosi la convivenza. Doccia gelida d'inizio giornata, coda, camicia e gonna e filo a studiare.
Mi sono innamorata ormai degli abiti femminili, e la tuta la uso solo per gli allenamenti o per stare comoda la sera dopo cena in casa.
Ho gettato via la struttura pseudomilitare della mia giornata a favore di ritmi più naturali e spontanei, a seconda di come mi sento sia fisicamente che mentalmente, ascoltando più il mio corpo e meno la mia testardaggine. Le forzature (restare sveglia, completare un tot di pagine, studiare un minimo di 12 ore, ecc..) e i successivi fallimenti agli esami sono state la prova che cosi non andava. D'altronde era un test, mi sentivo in colpa per non passare tutta la giornata sui libri come gli altri, ma la mia mente funziona diversamente, a ritmi più leggeri con molte pause, per visione, comprensione e pratica, non per ore di teoria forzata. Anche la mia vita sociale ne ha tratto beneficio, sono finalmente tornata a stare in compagnia di altre persone.
Tutto questo grazie all'alleggerirsi della tensione per il raggiungimento dei crediti. Ce li ho, ora voglio solo dare un esame per avere anche la borsa dell'anno prossimo. Ho tempo fino a fine novembre, ma tento da subito, perchè se mi libero la prossima settimana, posso passare del tempo con le persone a cui voglio bene.
Perchè anche l'affetto è importante...
E così si inizia questa nuova settimana: non di passo, non di trotto, ne di canther... ma al galoppo!!!
La prima cosa che ho cambiato è stata l'alimentazione: ho due pasti principali, uno (pranzo) a base di riso/cereali o pasta, e l'altro (cena) più leggero una porzione di proteine e ortaggi. A colazione thè verde o yoghurt alla fragola, frutta e un dolcetto. Durante la giornata spilucco tre/quattro volte frutta dello stesso tipo, e mi costringo a bere acqua, perchè raramente ho lo stimolo della sete (almeno che non sia in allenamento).
Gli orari di studio sono dall'alba fino a ora di pranzo, e da dopo la penichella pomeridiana delle ore insostenibili a circa le sei/sette.
Pranzo in caserma, all'uni o a casa a seconda del tempo atmosferico e degli impegni pomeridiani.
Alle sei/sette esco a correre una mezz'oretta, abituo progressivamente il tendine agli sforzi, se non corro allora eseguo quadrupedia (gli otto tipi per tot passi), poi potenziamento classico, ma molto leggero, ed infine strtching.
A seconda di quando finisco mangio o in caserma o a casa.
Dopo cena ho ripreso l'abitudine di ascoltare musica, leggere, scrivere o guardare documentari finchè mi viene NATURALMENTE sonno, non mi costringo più a dormire se non ne ho.
Dormo con le tapparelle alzate, senza sveglia, è il sole stesso a svegliarmi e i pettirossi sul balcone. Quando c'è la mia coinquilina invece... bhe, tapparelle abbassate e sveglia del cellulare, un vero schifo, ma è cosi la convivenza. Doccia gelida d'inizio giornata, coda, camicia e gonna e filo a studiare.
Mi sono innamorata ormai degli abiti femminili, e la tuta la uso solo per gli allenamenti o per stare comoda la sera dopo cena in casa.
Ho gettato via la struttura pseudomilitare della mia giornata a favore di ritmi più naturali e spontanei, a seconda di come mi sento sia fisicamente che mentalmente, ascoltando più il mio corpo e meno la mia testardaggine. Le forzature (restare sveglia, completare un tot di pagine, studiare un minimo di 12 ore, ecc..) e i successivi fallimenti agli esami sono state la prova che cosi non andava. D'altronde era un test, mi sentivo in colpa per non passare tutta la giornata sui libri come gli altri, ma la mia mente funziona diversamente, a ritmi più leggeri con molte pause, per visione, comprensione e pratica, non per ore di teoria forzata. Anche la mia vita sociale ne ha tratto beneficio, sono finalmente tornata a stare in compagnia di altre persone.
Tutto questo grazie all'alleggerirsi della tensione per il raggiungimento dei crediti. Ce li ho, ora voglio solo dare un esame per avere anche la borsa dell'anno prossimo. Ho tempo fino a fine novembre, ma tento da subito, perchè se mi libero la prossima settimana, posso passare del tempo con le persone a cui voglio bene.
Perchè anche l'affetto è importante...
E così si inizia questa nuova settimana: non di passo, non di trotto, ne di canther... ma al galoppo!!!
venerdì 21 giugno 2013
Una settimana di fallimenti... e non solo
Ho appena saputo di non aver passato neanche l'esame di Istologia. Già. Neanche sta a significare che ce ne sono altri che non ho passato.
Lunedì istologia, martedì Zoologia, mercoledì e giovedì Botanica.
Una vera settimana di fallimenti.
Ho frequentato tutte le lezioni ed i laboratori, partecipato a convegni e seminari, studiato oltre le 10 ore al giorno per tre mesi. Eppure ho fallito. E' vero, Zoologia non l'avevo preparata, in realtà non ho neanche dato l'esame, dopo aver visto le domande sono filata via. Frustrante. Ma peggio ancora è stata istologia, mi è preso un buco di memoria con i termini tecnici davanti al preparato, erano un neurone e dell'epitelio di transizione, ma non sono stata abbastanza specifica. Poi c'è Botanica. La più grossa batosta. Botanica è la mia materia preferita, l'ho fatta per cinque anni all'agrario e seguita con entusiasmo in facoltà, frequentando anche i laboratori ed andando a diversi convegni e stage presso vivai e aziende. L'ho ovviamente studiata, ed a differenza di altre, studiata con passione, amore, dedizione. E non è servito a niente. L'ho fallita.
Ma basta parlare di cose brutte, oggi mi son presa una giornata di relax per svuotare la mente, e quale miglior modo che adrenalina ed endorfina per farlo? parlo ovviamente dell'allenamento, dall'alba a oltre il tramonto. E questi momenti quando scrivo sul blog, sono il mio momento, il momento del "punto della situazione" e bene, andiamo per ordine, delle cose belle accadute questa settimana.
Lunedì sera è stato il compleanno di mamma. Lei è una donna grandiosa che ha tutta la mia ammirazione e stima. Ha compiuto 40 anni, e se li porta strabene.
Il suo compleanno è stata la prima festa in cui volontariamente mi sono vestita bene e non ho fatto la sociopatica. Grazie a persone veramente grandi ho ritrovato fiducia in me e non ho più paura di mostrarmi agli altri. Non avevo mai ballato alle feste, stavo sempre in un angolino augurandomi che finisse in fretta, non avevo mai sorriso, ne gioito, ne condiviso attimi con gli altri. Invece questa volta è stato diverso. Sono arrivata con un sorriso e con un sorriso sono andata via, dopo aver ballato, cantato, riso, scherzato, giocato, nuotato in piscina, mangiato quintali di frutta e scambiata tante piccole emozioni e coccole con le persone che amo. Tante cose sono cambiate dalla mia resa all'abbandono dello sport a oggi. E sono cambiate in meglio.
C'è tanto amore fra noi, anche se lontane. Tutto quello che facciamo lo facciamo l'una per l'altra, nessuno può capire quanto è duro andare avanti quando fra noi si crea disarmonia, perchè succede ogni tanto, quando i problemi ci soffocano e quando nonostante ci troviamo vicine... siamo cosi lontane. Eppure quando siamo lontane siamo ancor più vicine, condividiamo sogni e speranze, combattiamo ognuna la sua battaglia per continuare a sorridere.
Noi ci somigliamo molto.
Non avendo avuto un padre, ho preso tutto da lei.
A partire dalla testardaggine.
E spero anche dal grande cuore.
Se non sapessi che è mia madre, gli darei poco più della mia età :P
A tutto questo c'è una buona notizia riguardo gli esami, con i seminari ho raggiunto i crediti, la seconda rata della borsa di studio è salva, ed i miei studi sono salvi fino a novembre, termine ultimo per confermare la borsa ed avere quella per l'anno successivo, mi basta un esame, solo uno. Posso farcela.
E poi si, il parkour è tornato da un pò di tempo, e non mi stanco mai di ricordare che è tornato quando sono crollata del tutto, quando ho realizzato che era finita, che non avevo più speranza di realizzare il mio sogno.
Un giorno io sarò un Istruttore ADAPT.
Intanto massacro caviglie e polpacci per rafforzare tutto il sistema, e quale miglior allenamento della slackline? distrugge, rafforza, equilibra e fa diventar d'acciaio.
Questa è la mia casa. Il luogo dove ritrovo me stessa.
Oggi ho conosciuto altri praticanti in riva al lago, e mi son unita a loro. Domenica andiamo tutti ad esibirci ad un concerto =)) fuck yeah!
Ed oggi è stata.. una giornata importante. Perchè ho potuto tornare a lavorare sul mio corpo, portandolo dove volevo arrivare, al mattino con le cattive, al pomeriggio... con ripetizioni e tanta pazienza.
Infine è accaduto, ho avuto il mio attimo di abbandono e beatitudine.
Lunedì istologia, martedì Zoologia, mercoledì e giovedì Botanica.
Una vera settimana di fallimenti.
Ho frequentato tutte le lezioni ed i laboratori, partecipato a convegni e seminari, studiato oltre le 10 ore al giorno per tre mesi. Eppure ho fallito. E' vero, Zoologia non l'avevo preparata, in realtà non ho neanche dato l'esame, dopo aver visto le domande sono filata via. Frustrante. Ma peggio ancora è stata istologia, mi è preso un buco di memoria con i termini tecnici davanti al preparato, erano un neurone e dell'epitelio di transizione, ma non sono stata abbastanza specifica. Poi c'è Botanica. La più grossa batosta. Botanica è la mia materia preferita, l'ho fatta per cinque anni all'agrario e seguita con entusiasmo in facoltà, frequentando anche i laboratori ed andando a diversi convegni e stage presso vivai e aziende. L'ho ovviamente studiata, ed a differenza di altre, studiata con passione, amore, dedizione. E non è servito a niente. L'ho fallita.
Ma basta parlare di cose brutte, oggi mi son presa una giornata di relax per svuotare la mente, e quale miglior modo che adrenalina ed endorfina per farlo? parlo ovviamente dell'allenamento, dall'alba a oltre il tramonto. E questi momenti quando scrivo sul blog, sono il mio momento, il momento del "punto della situazione" e bene, andiamo per ordine, delle cose belle accadute questa settimana.
Lunedì sera è stato il compleanno di mamma. Lei è una donna grandiosa che ha tutta la mia ammirazione e stima. Ha compiuto 40 anni, e se li porta strabene.
C'è tanto amore fra noi, anche se lontane. Tutto quello che facciamo lo facciamo l'una per l'altra, nessuno può capire quanto è duro andare avanti quando fra noi si crea disarmonia, perchè succede ogni tanto, quando i problemi ci soffocano e quando nonostante ci troviamo vicine... siamo cosi lontane. Eppure quando siamo lontane siamo ancor più vicine, condividiamo sogni e speranze, combattiamo ognuna la sua battaglia per continuare a sorridere.
Noi ci somigliamo molto.
Non avendo avuto un padre, ho preso tutto da lei.
A partire dalla testardaggine.
E spero anche dal grande cuore.
A tutto questo c'è una buona notizia riguardo gli esami, con i seminari ho raggiunto i crediti, la seconda rata della borsa di studio è salva, ed i miei studi sono salvi fino a novembre, termine ultimo per confermare la borsa ed avere quella per l'anno successivo, mi basta un esame, solo uno. Posso farcela.
E poi si, il parkour è tornato da un pò di tempo, e non mi stanco mai di ricordare che è tornato quando sono crollata del tutto, quando ho realizzato che era finita, che non avevo più speranza di realizzare il mio sogno.
Un giorno io sarò un Istruttore ADAPT.
Intanto massacro caviglie e polpacci per rafforzare tutto il sistema, e quale miglior allenamento della slackline? distrugge, rafforza, equilibra e fa diventar d'acciaio.
Questa è la mia casa. Il luogo dove ritrovo me stessa.
Oggi ho conosciuto altri praticanti in riva al lago, e mi son unita a loro. Domenica andiamo tutti ad esibirci ad un concerto =)) fuck yeah!
Ed oggi è stata.. una giornata importante. Perchè ho potuto tornare a lavorare sul mio corpo, portandolo dove volevo arrivare, al mattino con le cattive, al pomeriggio... con ripetizioni e tanta pazienza.
Infine è accaduto, ho avuto il mio attimo di abbandono e beatitudine.
giovedì 23 maggio 2013
Verso la Germania
Sto per partire. L'ho deciso così, all'improvviso, ieri, e ho fatto la valigia.
Ultimamente la mia mente è continuamente sotto lo stress competitivo dell'arrivare ai massimi voti per mantenere la borsa di studio.
Ed è un cammino di merda, per quanto si possa amare la biologia.
Qui di notte la terra trema.
Sono mesi ormai che prima di addormentarmi penso che potrebbe essere l'ultima notte, ed ogni mattina gioisco dell'alba. Adesso sta piovendo. Sono di fronte alla finestra e mentre scrivo le goccioline di pioggia si schiantano sul vetro, cadendo giù lungo percorsi che solo loro conoscono, attirate dalla gravità.
Sono bellissime.
Al mio fianco c'è già il trolley, unico bagaglio neanche troppo ingombrante, ho preso il minimo indispensabile.
Mi sono fatta tante pippe mentali su se partire o meno. Volevo partire, ma al contempo ero preoccupata per gli esami. Il fatto alla fine è uno solo, manca più di una settimana per gli esami, la possibilità di partire invece è adesso.
Non ho mai visto la Germania.
Non ho mai viaggiato come sto per viaggiare adesso.
La mia vita prende sempre pieghe inaspettate.
Se guardo indietro non riesco a capire come sono passata da ragazzaccia di strada a modella. Eppure non è stato un vero e proprio passaggio, la mia anima è rimasta intatta. Qualcuno lo chiama crescere.
E' ora di andare... un lungo viaggio mi aspetta :)
Ultimamente la mia mente è continuamente sotto lo stress competitivo dell'arrivare ai massimi voti per mantenere la borsa di studio.
Ed è un cammino di merda, per quanto si possa amare la biologia.
Qui di notte la terra trema.
Sono mesi ormai che prima di addormentarmi penso che potrebbe essere l'ultima notte, ed ogni mattina gioisco dell'alba. Adesso sta piovendo. Sono di fronte alla finestra e mentre scrivo le goccioline di pioggia si schiantano sul vetro, cadendo giù lungo percorsi che solo loro conoscono, attirate dalla gravità.
Sono bellissime.
Al mio fianco c'è già il trolley, unico bagaglio neanche troppo ingombrante, ho preso il minimo indispensabile.
Mi sono fatta tante pippe mentali su se partire o meno. Volevo partire, ma al contempo ero preoccupata per gli esami. Il fatto alla fine è uno solo, manca più di una settimana per gli esami, la possibilità di partire invece è adesso.
Non ho mai visto la Germania.
Non ho mai viaggiato come sto per viaggiare adesso.
La mia vita prende sempre pieghe inaspettate.
Se guardo indietro non riesco a capire come sono passata da ragazzaccia di strada a modella. Eppure non è stato un vero e proprio passaggio, la mia anima è rimasta intatta. Qualcuno lo chiama crescere.
E' ora di andare... un lungo viaggio mi aspetta :)
mercoledì 22 maggio 2013
Tornare a correre... e a sorridere
Sono andata ad ecce parkour per portare i ragazzini dagli istruttori di Parkour Generations e far vivere loro i workshop delle tre giornate. Non avevo intenzione di partecipare, troppa paura di farmi male al tendine, e troppa paura anche solo di sfiorare un ostacolo, dopo un anno passato completamente ferma.
Ma qualcosa è accaduto. Qualcuno ha notato che ero in disparte.
Mi ha chiesto perchè non saltassi, ed io ho risposto con tutta la storia che già sapete.
Le sue parole e la speranza di ricominciare sono state più forti.
Così eccomi, di nuovo fra le sbarre, di nuovo sorridente anche se un pò fifona :)
Ho fatto loro una promessa:
Continuare
Crescere
Migliorare
Grazie Alex
Grazie Kevin
mercoledì 24 aprile 2013
Vento, Luna e lacrime
Era trascorso un anno, ed in quell'anno mi ero arresa all'idea che fosse tutto finito. Che non avrei mai più praticato Parkour. Il dolore era grande, ma non c'era alcun modo in cui riuscissi davvero a capire perchè soffrivo. A volte per comprendere il dolore, devi lasciarlo penetrare dentro di te ed avere fiducia, una grande fiducia in te stesso, che non sarà capace di distruggerti.
Molte cose erano cambiate dall'incidente, per mesi non avevo neppure camminato, rifugiandomi in pensieri e propositi che buttavo su questo blog e poi non ero in grado di mantenere.
A fine dicembre tolsi il tutore.
Il mio corpo era cambiato, avevo sviluppato forme più rotonde e femminili, tutta la mia muscolatura era scomparsa. Non sapevo più cosa fare, mi guardavo allo specchio e pensavo "quella non sono io!" Eppure non ero ingrassata, non avevo un effettiva ragione per tanta disperazione.
Una sera decisi di uscire, come fanno tutte le universitarie, andare in un locale carino e chiacchierare.
La verità? non amando ne la droga ne gli alcolici, è stata una notte di merda.
Ma qualcosa successe quella notte.
Erano i primi di gennaio.
Non avevo voglia di amare, non avevo voglia di pensare, non avevo voglia di fare niente che non fosse studiare, mantenermi stretta la possibilità di avere un futuro mio da condividere con una persona speciale.
Ma la vita qui non è cosi. Siamo in una zona sismica. Impari presto a vivere giorno per giorno, perchè ogni volta che ti addormenti, sai che potresti non svegliarti più.
Che successe? comparse una di quelle persone uniche, che ti cambiano la vita.
Nel giro di un mese appresi più che nei miei precedenti anni.
Iniziai a prendermi cura di me, a vedermi sotto una luce nuova, completamente nuova.
Quella di una donna.
Non mi ero mai trovata particolarmente bella. puntavo sulla forza, sulla potenza, sul fatto di essere... particolare. Non avevo mai puntato, nelle relazioni con gli altri, sul mio carisma o il mio aspetto fisico.
Ma stando con gli altri, ho capito che mi temevano proprio per questa forza, potenza e particolarità.
Insomma, io credevo fossero i miei punti di forza, invece mi stavano allontanando dagli altri.
L'Angelina nuova, dolce, sorridente, scherzosa, femminile e carismatica invece, li faceva avvicinare.
Ma quell'Angelina era una persona ferita. Che era cosi dolce, sorridente e femminile perchè aveva perso tutto e si era arresa all'idea di essere così, semplicemente debole.
E tutto proseguì cosi, tra sorrisi, canti, amicizie, giochi...
Decisi di non amare le persone che mi circondavano, perchè non volevo essere distratta dallo studio, decisi persino di non innamorarmi della persona che mi stava cercando di mostrare quanto di bello ci fosse nella femminilità, nella debolezza, nella grazia, nell'amore.
Alla fine riusciì a mostrarmi ciò, e mi amai profondamente, come mai mi ero amata in vita mia.
Ci fu un'esplosione d'amore, che si diffuse tutto intorno a me.
Amore, Fiducia, Amicizia, Gioia, Passione!
E fu la Passione a guidarmi.
Un pomeriggio decisi di uscire coi ragazzi di Parkour l'Aquila.
Anche se non potevo correre, saltare, o fare qualsiasi movimento che non fosse camminare adagio.
In realtà, da Marzo, avrei potuto nuovamente arrampicare. Ma avevo troppa paura, ed anche se il medico controllando il tendine vide che era sano, io ormai mi ero abituata all'Angelina nuova, e l'amavo cosi tanto, che non sentivo alcun bisogno di tornare indietro per dimostrare di essere forte. Poi però, quando ero sola, sdraiata sul prato, vedevo al pc il video "la naturaleza del parkour" e quelle musiche, quell'energia, quella passione, quella forza e quella libertà... si insinuava in me tanto quanto aveva fatto il dolore.
Parlai con Dany, poi presi la decisione. Avrei tentato graduale.
Non m'importava di sentire dolore, io mi ero trattenuta dal provare per paura di sentirlo, mi ero preclusa un mondo per una paura che esisteva solo nella mia mente.
Rosario partì di corsa.
Presi a seguirlo.
Dopo dieci metri già faticavo a respirare, mi faceva male tutto, mi volevo fermare.
Abbandonare.
Poi come un fulmine a ciel sereno accadde.
Sentii distintamente ogni muscolo presente nel mio polpaccio, erano loro che facevano male, non il tendine!
Il dolore muscolare lo potevo sopportare, lo volevo sopportare.
Stretti i denti, mi costrinsi a seguire Rosario per tutta la circonferenza del castello.
Non respiravo, ero incredula, allibita.
Mi fermai.
Montai la slackline e salii con naturalezza.
Gli altri provavano precision, monkey, ed altri vault vari, di cui, sinceramente non ha importanza il nome.
Li guardavo.
E mi chiesi "ma se avevo paura e non provavo a correre, perchè ho paura non provo a saltare?"
e la risposta è stata... "proviamo".
Una serie di piccoli saltelli sul posto, come avevo appreso anni addietro dal mio compagno, anche lui caviglie di burro. Tornavano imperterriti ricordi, emozioni.
L'amore s'impossessò di me.
Provai a saltare gradualmente un pò più in alto, diluendo le serie, ripetendole ancora.
A fine allenamente sofrrì moltissimo una serie di affondi che, lo ammetto, mi bruciò i quadricipiti.
Due ore dopo non riuscivo più a muovermi, acido forse. I giorni successivi ebbi i DOMS.
Ripresi a fare piccoli allenamenti iperdiluiti, a testare dove potevo spingere, a cercare di capire dove potevo arrivare. E fu cosi per molti giorni.
Oggi era una giornata di quelle in cui sarei dovuta andare all'università e poi studiare per l'esame che avrò fra pochi giorni.
Ma non l'ho fatto.
Sono rimasta a casa a cucinare dolci, pan di spagna ripieno con crema al cioccolato, oh quanto amo cucinare!... e Salati! Purè di patate e cotolette di tacchino per cena! nel frattempo ho studiato.
Appena finita la digestione, dovevo fare potenziamento e controlli per vedere come il tendine stava andando.
Ma non avevo voglia di potenziare in modo barboso.
Ho preso l'ipod, ho infilato ben bene le cuffie dentro l'orecchio, l'ho acceso, varcato la porta, e son partita a correre. Ho tracciato per un buon quarto d'ora. Piccoli saltini, come i gradini, le rampe, le pozzanghere, le buche delle strade distrutte di questa città, le macerie cadute sui marciapiedi, ogni cosa.
Il vento mi ha sferzato il viso dopo un anno
Ho guardato la luna
ed ho pianto di gioia
Sono rimasta a braccia aperte a godermi il vento
a occhi spalancati a fissare la luna
mi sono sentita viva e completa.
la Sowild di una volta, e l'Angelina di ora.
Traceuse e Donna.
Molte cose erano cambiate dall'incidente, per mesi non avevo neppure camminato, rifugiandomi in pensieri e propositi che buttavo su questo blog e poi non ero in grado di mantenere.
A fine dicembre tolsi il tutore.
Il mio corpo era cambiato, avevo sviluppato forme più rotonde e femminili, tutta la mia muscolatura era scomparsa. Non sapevo più cosa fare, mi guardavo allo specchio e pensavo "quella non sono io!" Eppure non ero ingrassata, non avevo un effettiva ragione per tanta disperazione.
Una sera decisi di uscire, come fanno tutte le universitarie, andare in un locale carino e chiacchierare.
La verità? non amando ne la droga ne gli alcolici, è stata una notte di merda.
Ma qualcosa successe quella notte.
Erano i primi di gennaio.
Non avevo voglia di amare, non avevo voglia di pensare, non avevo voglia di fare niente che non fosse studiare, mantenermi stretta la possibilità di avere un futuro mio da condividere con una persona speciale.
Ma la vita qui non è cosi. Siamo in una zona sismica. Impari presto a vivere giorno per giorno, perchè ogni volta che ti addormenti, sai che potresti non svegliarti più.
Che successe? comparse una di quelle persone uniche, che ti cambiano la vita.
Nel giro di un mese appresi più che nei miei precedenti anni.
Iniziai a prendermi cura di me, a vedermi sotto una luce nuova, completamente nuova.
Quella di una donna.
Non mi ero mai trovata particolarmente bella. puntavo sulla forza, sulla potenza, sul fatto di essere... particolare. Non avevo mai puntato, nelle relazioni con gli altri, sul mio carisma o il mio aspetto fisico.
Ma stando con gli altri, ho capito che mi temevano proprio per questa forza, potenza e particolarità.
Insomma, io credevo fossero i miei punti di forza, invece mi stavano allontanando dagli altri.
L'Angelina nuova, dolce, sorridente, scherzosa, femminile e carismatica invece, li faceva avvicinare.
Ma quell'Angelina era una persona ferita. Che era cosi dolce, sorridente e femminile perchè aveva perso tutto e si era arresa all'idea di essere così, semplicemente debole.
E tutto proseguì cosi, tra sorrisi, canti, amicizie, giochi...
Decisi di non amare le persone che mi circondavano, perchè non volevo essere distratta dallo studio, decisi persino di non innamorarmi della persona che mi stava cercando di mostrare quanto di bello ci fosse nella femminilità, nella debolezza, nella grazia, nell'amore.
Alla fine riusciì a mostrarmi ciò, e mi amai profondamente, come mai mi ero amata in vita mia.
Ci fu un'esplosione d'amore, che si diffuse tutto intorno a me.
Amore, Fiducia, Amicizia, Gioia, Passione!
E fu la Passione a guidarmi.
Un pomeriggio decisi di uscire coi ragazzi di Parkour l'Aquila.
Anche se non potevo correre, saltare, o fare qualsiasi movimento che non fosse camminare adagio.
In realtà, da Marzo, avrei potuto nuovamente arrampicare. Ma avevo troppa paura, ed anche se il medico controllando il tendine vide che era sano, io ormai mi ero abituata all'Angelina nuova, e l'amavo cosi tanto, che non sentivo alcun bisogno di tornare indietro per dimostrare di essere forte. Poi però, quando ero sola, sdraiata sul prato, vedevo al pc il video "la naturaleza del parkour" e quelle musiche, quell'energia, quella passione, quella forza e quella libertà... si insinuava in me tanto quanto aveva fatto il dolore.
Parlai con Dany, poi presi la decisione. Avrei tentato graduale.
Non m'importava di sentire dolore, io mi ero trattenuta dal provare per paura di sentirlo, mi ero preclusa un mondo per una paura che esisteva solo nella mia mente.
Rosario partì di corsa.
Presi a seguirlo.
Dopo dieci metri già faticavo a respirare, mi faceva male tutto, mi volevo fermare.
Abbandonare.
Poi come un fulmine a ciel sereno accadde.
Sentii distintamente ogni muscolo presente nel mio polpaccio, erano loro che facevano male, non il tendine!
Il dolore muscolare lo potevo sopportare, lo volevo sopportare.
Stretti i denti, mi costrinsi a seguire Rosario per tutta la circonferenza del castello.
Non respiravo, ero incredula, allibita.
Mi fermai.
Montai la slackline e salii con naturalezza.
Gli altri provavano precision, monkey, ed altri vault vari, di cui, sinceramente non ha importanza il nome.
Li guardavo.
E mi chiesi "ma se avevo paura e non provavo a correre, perchè ho paura non provo a saltare?"
e la risposta è stata... "proviamo".
Una serie di piccoli saltelli sul posto, come avevo appreso anni addietro dal mio compagno, anche lui caviglie di burro. Tornavano imperterriti ricordi, emozioni.
L'amore s'impossessò di me.
Provai a saltare gradualmente un pò più in alto, diluendo le serie, ripetendole ancora.
A fine allenamente sofrrì moltissimo una serie di affondi che, lo ammetto, mi bruciò i quadricipiti.
Due ore dopo non riuscivo più a muovermi, acido forse. I giorni successivi ebbi i DOMS.
Ripresi a fare piccoli allenamenti iperdiluiti, a testare dove potevo spingere, a cercare di capire dove potevo arrivare. E fu cosi per molti giorni.
Oggi era una giornata di quelle in cui sarei dovuta andare all'università e poi studiare per l'esame che avrò fra pochi giorni.
Ma non l'ho fatto.
Sono rimasta a casa a cucinare dolci, pan di spagna ripieno con crema al cioccolato, oh quanto amo cucinare!... e Salati! Purè di patate e cotolette di tacchino per cena! nel frattempo ho studiato.
Appena finita la digestione, dovevo fare potenziamento e controlli per vedere come il tendine stava andando.
Ma non avevo voglia di potenziare in modo barboso.
Ho preso l'ipod, ho infilato ben bene le cuffie dentro l'orecchio, l'ho acceso, varcato la porta, e son partita a correre. Ho tracciato per un buon quarto d'ora. Piccoli saltini, come i gradini, le rampe, le pozzanghere, le buche delle strade distrutte di questa città, le macerie cadute sui marciapiedi, ogni cosa.
Il vento mi ha sferzato il viso dopo un anno
Ho guardato la luna
ed ho pianto di gioia
Sono rimasta a braccia aperte a godermi il vento
a occhi spalancati a fissare la luna
mi sono sentita viva e completa.
la Sowild di una volta, e l'Angelina di ora.
Traceuse e Donna.
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