Tutto cominciò poco dopo il mio arrivo qui. Quando ero ancora scossa e non sapevo cosa fare della mia vita camminavo guardandomi sempre i piedi. Guardando il pavimento. La terra.
Non sapevo comunicare, ne con i miei simili ne con il mondo intorno a me. Provavo odio. Tanto odio. E rabbia. Così tanta, cresceva, alimentata dalla tristezza e dalla solitudine. Guardavo il cielo di notte, e ascoltavo musica. Non sapevo far altro che leggere.
Leggevo. Tutto il giorno. "Mattoni" da 600, 800, 1000 o più pagine sparivano uno dopo l'altro come le merendine. Non avevo altro mondo che i libri.
Una notte, nel buio cielo che tanto amavo comparve una stella.
Profumava di avventure, saggezza e umiltà.
Mi sentivo molto Fletcher Lynd in sua compagnia.
"Perdi tempo, Jon, con me! Ho i riflessi troppo lenti. Sono troppo scemo. Provo e riprovo, ma non ci riesco mai."
Desideravo volare, non perchè conoscessi il cielo - non ci ero mai stata - ma perchè cercavo uno scopo alla mia esistenza, volevo conoscere il mondo, avvicinarmi agli altri e vivere, vivere un emozione diversa dall'infelicità.
"Gabbiano Fletcher Lynd, ora rispondi, tu desideri volare?”
“SI, DESIDERO VOLARE!”
“Gabbiano Fletcher Lynd sei disposto ad amare tanto il volo da perdonare i torti che hai subito, e un giorno tornar là presso lo stormo, e adoprarti perché gli altri imparino?”
Non sarebbe valso a niente mentire a quell’essere arcano e stupendo, per ferito che uno fosse nel suo orgoglio.
“Sono disposto, si” rispose Fletcher Lynd a voce bassa.
“Allora Fletch,” gli disse quella splendida creatura, “cominceremo con il volo orizzontale…”
So che la tua vita non è finita, e mi aspetti ad un livello più alto.
Mi adopererò perchè gli altri imparino.
In qualsiasi campo. In qualsiasi dove.
Buon Volo
Grazie
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