Da una settimana e mezza a questa parte ho portato avanti degli esperimenti sull'imposizione di volontà mentale quando il corpo dice no, e fisiche quando la mente dice basta.
Non è stata una cosa gradita all'inizio, ho dovuto perdere qualche ora di lezione, di allenamento e di sonno per recuperare le capacità che avevo nel 2012.
E' stata però una bella settimana, ricca di sfide. Ho versato qualche lacrima, e goduto tanto della bellezza del tramonto tra le montagne, quanto di quella della brina mattutina, che ricopre ogni cosa dandole un aspetto... fatato.
L'università è diventata più dura, ed io più esigente.
Parentesi - Non ho mai accettato di mettere da parte l'allenamento o le arti per passare le giornate solo ed esclusivamente a studiare. E' per questo che nel 2009 sviluppai dopo un'anno di esercitazioni nel Reiki, meditazione e studi sulle energie sottili, la capacità di perdere coscienza e ri-acquisirla dopo un tot di tempo in maniera netta. Una capacità di cui non ho fatto più uso dall'incidente al tendine. Ho mantenuto invece quella di apprendimento rapido (lettura e memorizzazione veloce per immagini) e ciò mi ha notevolmente parato il culo e aperto strade un bel pò di volte. -
Lo scopo delle pressanti esercitazioni di questa settimana è stato riappropriarmi di quell'insieme di capacità che mi permettevano un'efficiente gestione del tempo e dell'energia.
L'idea mi è venuta quando un'amico ha usato la sua energia su di me, ricordandomi cosa significava.
Cominciai praticando Reiki tutte le sere, forzatamente, prima di andare a dormire.
Inutile elencare la serie di rifiuti mentali e di reazioni fisiche violente che ciò ha portato.
Mi sono ammalata in un paio di giorni. Perchè come ogni praticante sa, lo scopo dell'auto trattamento è spurgare il corpo e prepararlo a poter di nuovo gestire le proprie energie in modo cosciente/consapevole, e non automatico come avviene nella maggior parte delle persone.
Quando si sceglie di gestire le proprie energie, queste non sono mai sprecate.
La vocina dentro la mia testa di nuovo era li a dirmi "lascia perdere, non sei capace, non fa per te. Se fossi nata per gestire le tue energie e indirizzarle ai tuoi desideri, non saresti di certo riddotta in questo stato... lascia perdere. Lascia perdere, non senti il dolore? non senti che ti stai addormentando, tanto sei stremata? Non senti che...?" Sempre li, in un'incessante mal di testa, di gola, di stomaco, in un buco di tristezza infinita, di solitudine, in una stanza buia (sapete che ne ho la fobia, no?) piena di piccoli allarmanti rumori, aggrappata stretta ad un solo filo: l'ho fatto una volta, posso rifarlo!
Combattendo sonno e dolore, con ben due perdite di coscienza involontarie mentre ero in facoltà, dopo tre giorni di insistente Reiki, meditazione e forzature la vocina è scomparsa.
L'ultima volta che l'ho sentita dire "fermati! non puoi farlo... non puoi... " è stato prima di addormentarmi.
BOOOM!
Il risveglio è arrivato netto. Pulito. E' stato come una bomba.
Mi sentivo carica, piena di energia e voglia di fare. Di netto tutto scomparso, nessun dolore, nessun dubbio, paura, o che. Nulla di nulla. E con la temperatura esterna di due gradi, il corpo che ribolliva di calore, tanto che non riuscendo a contenere tanta energia, son dovuta andare all'uni a maniche corte.
L'alternativa era perdere la mattinata di lezione e meditare fino a riprenderne il controllo, ma no.
Uscita dall'università sono andata agli allenamenti.
Per sperimentare la nuova condizione ho fatto riscaldamento, potenziamento, ed infine tecnica. Mani doloranti per i calli, si, energia che era calata notevolmente anche. Ma, ecco che il ma si fa sentire!
Decido che voglio fare quel boulder difficile, con le prese piccole e bastarde, a strapiombo.
Sono esausta. Le esercitazioni cominciano, quando l'allenamento finisce.
Mi concentro per richiamare l'energia, prendo la prima presa ed improvvisamente il corpo ricorda tutto, l'energia fluisce, e mi ritrovo inaspettatamente in cima.
Non mi rendo conto subito dell'accaduto, ma quando mollo il top e atterro sul materasso... esulto di gioia.
Provo altri boulder, e quando l'energia non c'è, la chiamo con un Kiai e la costringo a uscire fuori.
Arriva l'ora di prendere l'ultimo pullman disponibile.
Il corpo è totalmente rilassato, mi sento come fossi stata sotto le mani di un'esperta massaggiatrice per ore.
Bellissimo.
Torno a casa e mangio. Dopo cena, non avendo sonno, studio.
Poi, verso mezzanotte inoltrata il sonno arriva.
Mi metto sul letto e pratico meditazione fino al filo di perdere coscienza.
Conto fino a 10 al rovescio, e la riprendo immediatamente.
Decido di attuare tutti i miei rituali personali, come una bella doccia e una ciotola di tisana.
Mi rimetto al letto.
Attuo l'auto trattamento e stavolta mi "dò il permesso" di addormentarmi, e cosi succede.
Questo è stato il primo giorno di successo dopo le ore e ore di esercitazioni, auto trattamenti e ripassi del corso fatto anni fa.
Nei giorni successivi, con una procedura più soft ma sempre all'inizio forzata, ho ripreso la lettura velocizzata, la memorizzazione per immagini, l'analisi e la capacità di scomporre.
Da tre giorni a questa parte anche la capacità di addormentare coscientemente il corpo e restare sveglia con la mente, o di arrivare con la mente al filo dell'incoscienza e tornare indietro a comando, sempre con il 10, 9, 8... 7... 3,2,1.
In questo modo, sfrutto le pause di 15 minuti o i viaggi sul bus per "dormire", anche seduta o in piedi, così il resto del tempo posso impiegarlo a piena energia nello studio, nell'allenamento e nelle esercitazioni, che ora non sono più forzate ma "naturalizzate", un pò come il respirare.
Ho solo una piccola piccola forzatura, perchè la mia mente fa resistenza alla matematica, ed è quella di dire "No. Continua, guarda che bello... è cosi semplice, pensa come potresti usarla!" quando la mente inizia con "non sono portata, non ci capisco un tubo, e bll bla bla..."
Ma diciamo la verità, sono ormai arrivata a studiare con piacere, si, provo proprio piacere nello studiare la matematica, oserei dire che mi piace, e che finalmente riesco a capirla, ormai quella vocina, da un paio di giorni è quasi scomparsa. La parte dura è iniziare, è vincere la pigrizia e l'avversione e decidere di agire lo stesso. Poi la strada è veramente tutta in discesa, o quasi ;)
Ho chiamato questo post "Imposizioni di Volontà" perchè è quello che ho dovuto fare per tutto questo tempo per arrivare a questo risultato. Ne vado fiera e voglio ricordarlo. Condividerlo. Il messaggio è uno solo e basta:
Agisci
Non importa quanto sia frustrante, doloroso, estenuante. Per chi persevera arriva sempre un risultato, ed anche morire nel cercarlo è una vittoria. Non importa quali siano le tue risorse, ciò che la gente dice, le ferite che ti infliggono le persone che ami. La tua volontà fa la differenza. Credere in te quando nessuno crede in te, neanche te stesso, neanche la tua mente, il tuo corpo, la tua anima. Quando vorresti sputarti in faccia e ti odi, ed odi la vita, e vorresti farla finita, dire "No, continua!" a te stesso, fa la differenza. E' essere Vivi. E' una forma di Amare.
Ci saranno sempre alti e bassi, ma è per gli alti che i bassi li sopportiamo eh!
E l'altra parte del titolo del post? "Compromessi"? Bhe, i compromessi stanno nel dare una scala di priorità a ciò che si vuole fare. Una gerarchia, diciamo.
E' chiaro che amo arrampicare e viaggiare dai miei amici a roma, ma i soldi per fare ciò vengono dalla borsa, e la borsa viene dagli esami, e gli esami dallo studio. Quindi? Quindi si studia, si duramente, ma ci si allena anche, come una forma di rispetto e ringraziamento, ci si coccola anche, con la cioccolata, gli amici, un bel film o una pizza, perchè per avere energia è importante mantenere alto il buonumore!
E "Cura"? cosa vuol dire cura in questo ambradam di forzature, cose che non si vogliono fare, cose che si odiano e altro ancora? Cura è una forma di rispetto. Della parte "Alta" di noi verso quella che ancora deve "crescere" e svilupparsi. Avere cura di se significa avere cura dei propri bisogni. Prendere delle decisioni e applicarle su di se anche con la forza se necessario. Oggi ad esempio, per un piccolo stiramento muscolare, mi sono costretta a NON andare ad arrampicare, ma a stare a riposo. A dare il tempo al corpo di rimettersi in sesto per dare il massimo. La cura di se è una cosa che si impara con l'esperienza, provando e riprovando, sbagliando, a volte anche gravemente, e continuando a provare, cercare strade alternative quando servono e applicare i metodi che riteniamo "sicuri" perchè più volte confutati.
Il riposo è parte dell'allenamento - cosi dice il mio Mentore :)
E termino qua, chi vuol unirsi per un pomeriggio di slack e meditazione in riva al lago sa dove trovarmi :)
"Non importa quali siano le tue risorse, ciò che la gente dice, le ferite che ti infliggono le persone che ami. La tua volontà fa la differenza. Credere in te quando nessuno crede in te, neanche te stesso, neanche la tua mente, il tuo corpo, la tua anima. Quando vorresti sputarti in faccia e ti odi, ed odi la vita, e vorresti farla finita, dire "No, continua!" a te stesso, fa la differenza. E' essere Vivi. E' una forma di Amare."
RispondiEliminaGrande. G.