Fra tre giorni tolgo la stecca e potrò finalmente avvalermi della mano destra e di tutte le articolazioni connesse. Sono stata ferma un sacco di tempo, fra la bronchite prima, l'influenza poi e infine sto cavolo di dito... mi han bloccato anche il polso. Riprendo ad allenarmi non per mantenermi al livello in cui stò come stavo facendo da metà ottobre... ma per migliorare. Aldilà del fisico anche e sopratutto mentalmente e spiritualmente. E' il mio primo inverno come praticante del parkour... e sono un pò confusa, leggendo un pò in giro, però, ho capito che non c'è nulla di anomalo ad allenarsi fra le nevi o scalzi, anche se siamo sottozero, c'è ghiaccio, acqua e vento gelido. E' bellissimo. Rafforza il corpo e lo spirito, basta stare attenti a fine allenamento per non beccarsi una polmonite :) Aspetto con ansia di riprendere, anche se questi giorni, così per giocare, mentre andavo a fare le commissioni tentavo di immaginare che mi inseguisse un pedofilo e tracciavo senza una mano, salivo i muri, correvo a tutta, così ho scoperto che non è impossibile, idem per il potenziamento, si possono fare anche su un braccio solo i piegamenti ed esiste la tripedia! Per chi pratica sembrerà la scoperta dell'acqua calda, per me è la conferma che posso farcela sempre e comunque, se e solo se lo voglio davvero, ricordo successe anche quando fu la caviglia ad essere fuori uso: salti su una gamba, tripedia, precision e tutto solo con un arto inferiore... adesso mi chiedo com'è possibile che dopo tutto questo ancora non ascolto il mio cuore, che continua a dirmi PUOI FARCELA.
E' il mistero e lo scopo per il quale parto in missione (l'espressione sta a significare: intraprendo un percorso nuovo). Il gelo dell'inverno, il vento e la neve, il ghiaccio e la musica mi terranno compagnia. Go Parkour.
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