
Ho conosciuto tanti traceurs qua in abbruzzo, ma se pioveva non uscivano di casa. Saltare l'allenamento per un pò di pioggia mi sembra una cosa assurda. Esiste, è vero, l'alternativa del potenziamento finchè non viene fuori il sole, ma dico, perdersi l'ebbrezza di un allenamento all'aperto per "colpa " della pioggia? La pioggia può essere considerata un ostacolo, ma se fai davvero parkour, come qualunque altro ostacolo, dovresti avere le palle di superarlo. punto. La pioggia offre un nuovo ambiente in cui muoversi, una nuova sfida, un nuovo livello da raggiungere e superare. Il segreto sta nel togliere il pensiero dualista del "tempo buono" e del "tempo pessimo" per fare parkour. Se si tiene questo pensiero dualista e LIMITANTE si entra in gioco di una variabile posta da madre natura che noi non possiamo controllare.
Un traceur che sa adattarsi agli ostacoli... sa addattarsi anche al tempo.
Come ci si addatta? partiamo dal presupposto che addattamento non significa ignorare le condizioni climatiche e proseguire come al solito, no, assolutamente no! Bisogna semplicemente adattare l'allenamento all'ambiente in quel momento presente e circostante,prendere delle precauzioni quando queste servono. Scarpe con buon grip sono utili sempre, se si ha freddo si può indossare una felpa, se si è "allergici" (no comment...) alla pioggia si può mettere un impermeabile (...).
Allenarsi in condizioni diverse da quelle ottimali è comunque un esperienza che ti fa crescere dentro, e che emoziona, ti forgia lo spirito, e tira fuori chi sei veramente. Ti addatterai o ti spezzerai di fronte alla natura? Finchè è fatto con COSCIENZA l'allenamento in qualsiasi condizione è possibile, utile e rafforzativo.
Prima di iniziare ad allenarsi se ha piovuto o fa freddo e c'è ghiaccio ma comunque SEMPRE va controllato (perlustrato) l'ambiente d'allenamento.
A fine allenamento togliere subito i vestiti bagnati e metterne di asciutti e caldi.
Che niente fermi il parkour.
Angy
Nessun commento:
Posta un commento